Calabroni (Vespa crabro)

CALABRONE O VESPA CRABRO

calabroni

I calabroni  (Vespa crabro) fanno parte della famiglia dei vespidae, sono insetti carnivori allo stadio larvale, gli adulti sono attratti dalle sostanze zuccherine di sui si nutrono. Si differenziano dalle vespe comuni per alcune caratteristiche del corpo allungato e visibilmente più grande, la Vespa crabro infatti è tra le più grandi dell’ ordine degli imenotteri europei la regina raggiunge i 5 centrimetri di lunghezza mentre le operaie e i maschi non superano i 3 centimetri.

Il nido dei calabroni

Il calabrone costruisce il suo nido in luoghi riparati, le sue dimore preferite sono: i sottotetti, i cassonetti delle tapparelle, i tronchi cavi degli alberi e i comignoli. La regina di calabrone, notevolmente più grande delle operaie, si dedica esclusivamente alla riproduzione essendo l’unica componente del nido in grado de deporre le uova, mentre le operaie si dedicano alla ricerca del cibo necessario alla nutrizione della prole ed all’ampliamento del nido.

Il calabrone è aggressivo?

Nonostante l’aspetto minaccioso, i calabroni  attaccano solo se si minacciati o se ci si avvicina eccessivamente al loro nido, sono dotati  di un pungiglione lungo  4 mm circa ed essendo in grado di pungere piu volte, a differenza delle api, possono iniettare un’elevata quantità di veleno. La puntura del calabrone è molto dolorosa e può provocare shock anafilattico. Una curiosità: il maschio di calabrone è innocuo essendo privo di pungiglione.

Il ciclo biologico del calabrone

Le regine fecondate svernano nascoste in posti riparati rallentando il loro metabolismo, durante questa fase producono anche una sostanza chimica che ha la funzione di proteggerle dal freddo agendo da “antigelo”. In primavera si sveglia dal letargo invernale ed inizia la ricerca di un luogo sicuro adatto alla costruzione del nido che puo essere sospeso o realizzato in cavità naturali. Realizza il nido posizionando l’apertura delle celle rivolte verso il basso utilizzando come meteriale da costruzione la corteccia degli alberi impastandola con la sua saliva. Allo stadio primordiale il nido è composto da poche celle dove la regina deposita le sue uova introducendo l’addome al loro interno, dopo la schiusa delle uova la regina madre alleva le larve nutrendole inizialmente con nettare poi con sostanze ricche di proteine necessarie alla loro crescita. Dopo circa nove giorni la larva si trasforma in ninfa, passate altre due settimane dalla cella uscirà un’operaia sterile che unita alle altre collaborerà all’ ampliamento del nido e alla ricerca del cibo per nutrire le larve. La regina a questo punto si dedicherà esclusivamente alla deposizione delle uova. A fine stagione, settembre – ottobre, dalle uova deposte usciranno le future regine e i maschi, con l’arrivo dei primi freddi le regine e i maschi si accoppiano, a questo punto le operaie e i maschi moriranno, sopravviveranno solo le regine fecondate che passato l’inverno riprenderanno il loro ciclo biologico in primavera.