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Disinfestazione parassiti

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Disinfestazione Rodilegno Giallo

E’ fondamentale combattere questi insetti quando sono ancora all’esterno dei fusti e dei rami, con insetticidi specifici ad azione sistemica.

Esistono prodotti per combattere le larve presenti nel legno. La loro efficacia non sempre da risultati a causa della difficoltà di individuare la localizzazione precisa delle larve all’interno del tronco.

Per determinate infestazioni si può ricorrere alla cattura massale degli adulti. La cattura massale consiste nella disposizione di trappole chemiotropiche attivate con il feromone sessuale, chiaramente sono molto attive contro i maschi. Si consiglia di posizionare  dalle 10 alle 20 trappole per ettaro.

Uno dei metodi più efficaci è la rimozione meccanica della larva mediante un filo di ferro tenero introdotto nel foro d’ingresso.

Caratteristiche del Rodilegno

Il rodilegno giallo da adulto è una farfalla  bianca punteggiata di nero che si chiama Zeuzera o Falena Leopardo.

Le larve di zeuzera essendo xilofaghe si nutrono delle foglie di molte piante da frutto e ornamentali. Con l’arrivo dei primi freddi si annidano nel tronco e nei rami, scavando delle gallerie nella zona midollare, in cui restano per tutta la stagione fredda.

In primavera i rodilegno gialli escono dai tronchi dopo la metamorfosi e completano il loro ciclo tornando farfalle.

I danni che il rodilegno giallo può provocare sono ingenti, sia per la distruzione delle foglie, sia per le gallerie che scavano nei rami, che deperiscono per la minore quantità di linfa che li alimenta, inoltre possono essere soggetti a rotture a causa delle cavità che le larve creano.

La presenza del rodilegno giallo sulla vegetazione è facilmente visibile, le presenza delle larve si manifesta prima sulle foglie e sui germogli, si nota inoltre un sensibile deperimento della vegetazione apicale inoltre la presenza dei residui del loro rosicchiamento che fuoriesce dalle gallerie è il sintomo della loro infestazione. Un’altro segnale è la presenza di liquido che esce dal forellino d’entrata.

Disinfestazione Paysandisia archon

Le palme, in particolare la Trachycarpus fortunei comunemente conosciuta come Palma cinese e la Chamaerops humilis, vengono attaccate da una falena la Paysandisia archon.

Essa è una falena che per riprodursi deposita le sue uova nella palma  da cui nascono le larve che iniziano a nutrirsi, cibandosi delle foglie appena germogliate provocando gravi danni alle palme.  E’ necessario intervenire celermente contro questo attacco, essendo la palma una pianta monocotiledone, se la larva  arriva alla rosura dell’ apice vegetativo, ossia il germoglio principale, la palma  è irrimediabilmente compromessa

La palma colpita delle larve presenta dalle rosure e fori circolari nella zona vegetativa con vistose perforazioni a ventaglio sulla zona mediana della foglia.

L’attività di rosura di numerose larve porta all’indebolimento e alla morte della pianta. Anche sulle palme del genere Phoenix possiamo rivenire le larve della Paysandisia anche se raramente.

Per eliminare l’infestazione della Paysandisia si interviene con le stesse metodologie adottate per la lotta al punteruolo rosso, utilizzando l’ endoterapia con risultati efficaci e risolutivi.

Caratteristiche della Paysandisia

La Paysandisia è un lepidottero di grandi dimensioni, da 9 a 11 centimetri di apertura alare.

Le ali anteriori sono di colore marrone olivastro con sfumature longitudinali più scure, mentre le ali posteriori hanno colori più accesi, sono rosse con macchie bianche e nere.

Le uova hanno una forma affusolata, sono lunghe circa 5 mm e larghe 1,5 mm. Appena deposte il colore è biancastro per passare poi al grigio-rosato prima della schiusa. Vengono deposte, anche 6 per volta, nelle fibre della corona fogliare protette dai raggi diretti del sole. Il periodo di ovodeposizione va da maggio fino a ottobre.
A seconda della temperatura, completano il proprio stadio di sviluppo tra 12 e 21 giorni

Le larve della Paysandisia appena nate sono  lunghe un centimetro circa ma crescono velocemente arrivando a misurare anche otto centimetri prima di impuparsi.

Le larve nascono in giugno e iniziano a nutrirsi delle foglie e dei tessuti teneri ricchi di amido e fibre divorando i germogli della palma, che non germoglieranno fino alla primavera successiva.

Nello stadio terminale la larva risale verso la superficie dello stipide della foglia nel quale formerà un bozzolo usando le fibre della palma.

Stadio che la porterà alla trasformazione in crisalide e successivamente, nel periodo da giugno a settembre, allo stadio di adulto avviene. Se la stagione è favorevole può sfarfallare anche a novembre.

Disinfestazione cimice asiatica

L’ Halyomorpha halys è una specie estremamente polifaga ed invasiva.

Grazie all’apparato boccale pungente-succhiante si nutre perforando i tessuti vegetali, causando notevoli danni sia all'orticoltura alla frutticoltura che alle piante ornamentali.

A fronte di ciò, sono in studio metodi di lotta per la disinfestazione della Cimice marmorata asiatica cinese sui quali ci teniamo costantemente aggiornati.

Attestato di partecipazione al convegno sull'Halyimorpha

Strategie di lotta alla cimice asiatica:

  • Difesa chimica: l’ utilizzo di soluzioni insetticide, per la disinfestazione della cimice asiatica, non da riscontri risolutivi  essendo un insetto estremamente mobile. Gli interventi preventivi non hanno effetto sulle cimici asiatiche, quindi inutili (l’ azione dei prodotti utilizzati è principalmente per contatto, quindi diretta e la loro persistenza è limitata nel tempo).
  • Difesa biologica: contrastare l’invasione della cimice asiatica, attraverso il controllo biologico, è una strada percorribile ma pericolosa (l’ introduzione di antagonisti alloctoni potrebbe andare fuori controllo). Si stanno effettuando valutazioni di efficacia in laboratorio con predatori e parassitoidi oofagi autoctoni  presenti sul territorio. In condizioni naturali un piccolo imenottero (Anastatus bifasciatus) al momento sembra essere l’unico parassitoide in grado di contenere in parte la popolazione della cimcie asiatica.
  • Trappole e dispositivi di cattura: è in atto una sperimentazione attraverso l’utilizzo di trappole ed esche attivate con attrattivi feromonici per la cattura massale delle cimici asiatiche.
  • Impiego di barriere fisiche: la soluzione che sembra aver avuto la miglior efficacia sul campo, per impedire alla cimice asiatica di danneggiare le colture, è l’utilizzo di reti di protezione specifiche o l’integrazione delle reti anti-grandine con reti laterali.

E’ evidente che non c’è un unico metodo per arginare l’invasione della cimice asiatica. La strategia migliore, al momento, è quella di utilizzare tutte le soluzioni finora attuate sul campo per la disinfestazione cimici delle piante.

Caratteristiche della cimice asiatica

Un altro regalo della globalizzazione, un insetto alloctono, la cimice esotica Halyomorpha halys nota anche come cimice asiatica o cimice marmorata, alcuni la chiamano impropriamente cimice marrone o cimice cinese.

Originaria dell’Asia orientale ed introdotta recentemente in Europa (è stata rilevata per la prima volta nel 2007 in Svizzera e nel Liechtenstein).

La cimice marmorata ha fatto la sua comparsa in Italia nel 2012 nei dintorni di Modena.

Negli Stati Uniti, dove la presenza è stata accertata nel 2001, ha causato danni ingenti all’agricoltura.

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