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Sara De Benedetto
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09:25 18 Dec 16
la ringrazio per i consigli che mi dai tutti i giorni
Fabio Vitillo
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16:47 10 Aug 16
Bravissimo!!!
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11:12 12 Jul 16
Arturo Verdicchio
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17:10 09 Jul 16
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Gli infestanti Urbani e il ruolo del Biologo

Infestanti Urbani

I territori delle grandi città sono tipologie di ecosistema fortemente antropizzato e dunque soggette ad essere interessate dalla presenza di varie specie di animali , che possono essere considerate infestanti, appartenenti soprattutto agli insetti ed ai roditori.

Questi hanno trovato nell’aree urbane l’habitat ideale per il loro proliferare, in quanto sono stati favoriti nel loro sviluppo dalla scarsa sensibilità che l’uomo urbano ha nei riguardi dell’ambiente naturale e della scarsa conoscenza di informazioni biologiche.

Quanti pensano che i cosiddetti “cimiteri d’auto”, ad esempio possano risultare centri di diffusione di miriadi di zanzare, proliferate in pozze d’acqua stagnanti tra lamiere contorte o copertoni di ruote ormai consumati? E quanti sanno che i fanghi dei depuratori se non convenientemente trattati , sono un’ottima fonte di alimento per migliaia e migliaia di larve di mosche?

L’espansione urbana incontrollata, il boom demografico, le condizioni della vita moderna, i rifiuti gettati irresponsabilmente ed i cambiamenti climatici sono tutti fattori che forniamo agli infestanti per colonizzare aree urbane e le malattie ad esse correlate.

Le moderne forme di trasporto danno la possibilità ai viaggiatori  già contagiati di spostarsi rapidamente da un continente all’altro, arrivando a destinazione prima della comparsa dei sintomi. Questa stessa velocità nei viaggi facilita gli infestanti a propagarsi liberamente e rapidamente da un posto all’altro via terra, via mare, via aria.

E’ da ricordare il caso dell’Aedes albopictus, meglio conosciuta come zanzara tigre, importata accidentalmente nel 1990 e ormai divenuta membro stabile della nostra entomofauna. Nei paesi d’origine , Ae.albopictus è vettore di arbovirus esotici, quali quelli responsabili della Dengue e della febbre da Chikungunya virus, che è stato responsabile, nella tarda estate del 2007,  questa specie  di un focolaio epidemico,  occorso per la prima volta in Italia, precisamente in Emilia Romagna , con 204 casi accertati. Altro esempio è rappresentato dai numerosi focolai di una  encefalite equina da West Nile virus, responsabile della trasmissione di questa “zoonosi”, malattia animale accidentalmente trasmissibile anche all’uomo, sono zanzare del genere “Culex”, in particolare da Cx pipiens, la zanzara comune, ubiquitaria in Italia, importante solamente per il fastidio che arrecava soprattutto nelle notti d’estate.

Le zanzare non sono l’unico problema , da anni la popolazione di Blatta orientalis e di Periplaneta americana sono in aumento nelle reti fognarie e durante il periodo estivo si spostano verso i raccordi fognari dei condomini, giungendo poi nei singoli appartamenti. Da tempo sono state abbandonate le disinfestazioni invernali delle reti fognarie fino a rendere opportuna l’emanazione di specifiche ordinanze sindacali di lotta; anche in questo caso mancando una conoscenza della dinamica di popolazione delle blatte, gli interventi quando eseguiti, hanno solo carattere di urgenza e non conducono a un duraturo controllo dell’infestazione.

Nel corso degli anni le popolazioni degli infestanti non hanno subito sostanziali cambiamenti, ma per minimizzare i rischi per l’ambiente e tutelare la salute pubblica, l’approccio alla loro lotta è cambiato: si è passati da un metodo di controllo basato sull’impiego di insetticidi e derattizzanti ad una gestione integrata degli infestanti o Integrated Pest Management (IPM)  che integra le metodiche di lotta diretta con la prevenzione e il monitoraggio.

Questo approccio sviluppatosi in alcuni campi della difesa fitosanitaria, a partire dagli anni 80 per ridurre l’impatto della lotta a calendario (esecuzione di interventi a scadenze prefissate), introduce il concetto di valutazione delle condizioni ambientali prima di procedere all’esecuzione di un intervento di disinfestazione.

A questo punto si comprende l’importanza della figura del Biologo nell’attività di disinfestazione e derattizzazione.

IL Biologo per la sua tipologia di formazione conosce le caratteristiche biologiche e comportamentali dell’infestante, è in grado di individuare i motivi che hanno portato allo sviluppo della specie oltre i livelli tollerabili e quindi sa attuare differenti metodi di controllo biologici, chimici o fisici, limitando l’applicazione degli insetticidi e valutarne l’efficacia.

Pensiamo ad esempio alla scelta del formulato chimico,  ad esempio di un insetticida:

  • Profilo tossicologico dei principi attivi e dei principali coformulanti
  • Velocità dell’azione insetticida
  • Capacità di aderire a differenti tipologie di superfici
  • Comportamento del prodotto in presenza di specifiche condizioni climatiche non favorevoli (ad. esempio elevata T° C)

 

L’importanza delle scelte tecniche diviene, ancora più evidente quando si devono eseguire trattamenti di controllo degli infestanti estesi ad intere porzioni del suolo pubblico; è il caso delle campagne antilarvali per il contenimento delle popolazioni di zanzare.

Solo in alcune grandi città si ritrova, all’interno dell’Amministrazione Comunale, personale dotato di specifiche competenze ed esperienze; sul territorio Nazionale alcune attività di sorveglianza sono affidate ai tecnici degli Istituti Zooprofilattici, ad esempio quelli di Legnaro  (PD) e di Forlì sono impegnati nel monitoraggio e identificazione di zanzare che fungono da vettori per la WEST NILE VIRUS; in Veneto e in Emilia Romagna questa attività è coordinata dal Dipartimento di Prevenzione della Regione che provvede a diramare informazioni specifiche alle ASL e ai Sindaci.

In Italia a differenza di altre nazioni europee, non è previsto un percorso formativo per chi svolge servizi di disinfestazione civile; è allo studio la definizione di un percorso europeo di formazione e qualificazione e comunque non sarà attivato prima di alcuni anni, purtroppo  non vi sono corsi legalmente riconosciuti.

L’attività di disinfestazione  e derattizzazione sono regolamentate dalla legge 25.01.1994 n.82 “ Disciplina delle Attività di Pulizia, di Disinfezione, di Disinfestazione, di Derattizzazione e di Sanificazione” che costituisce una specie di Legge-quadro delle attività suddette e dal decreto attuativo del 7 Luglio 1997 n.274 del Ministero dell’Industria, che stabilisce i requisiti morali, finanziari e tecnici per essere iscritti nell’Albo Provinciale delle Imprese, istituito presso ogni Camera di Commercio.

Questa legge che è l’unica che affronta in Italia l’aspetto dei requisiti, che devono essere posseduti dal preposto alla gestione tecnica della ditta che offre servizi di disinfestazione e derattizzazione, ha sostanzialmente equiparato chi possiede una laurea in materie attinenti (biologia, agraria) a chi può dimostrare una esperienza lavorativa di almeno tre anni presso una azienda già autorizzata allo svolgimento dei servizi citati; ciò determina una carenza di aggiornamento che pone la maggior parte delle piccole imprese di disinfestazione in una posizione di inferiorità tecnica, quando sia necessario progettare un intervento basato su un programma di lotta integrata.

Pertanto, sarebbe molto utile per le aziende private che svolgono i servizi di disinfestazione e derattizzazione la figura del biologo per la formazione del personale che costituisce un aspetto rilevante dell’intero argomento.

Fonte: SCIENZE Ambiente e territorio, rivista Biologi Italiani redatto dalla Dott.sa Rita Di Domenicantonio Componente Commissione di Studio Ambiente e territorio- ONB Clicca qui per scaricare il PDF

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