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Sara De Benedetto
Sara De Benedetto
09:25 18 Dec 16
la ringrazio per i consigli che mi dai tutti i giorni
Fabio Vitillo
Fabio Vitillo
16:47 10 Aug 16
Bravissimo!!!
Fabio HomeVideo
Fabio HomeVideo
11:12 12 Jul 16
Arturo Verdicchio
Arturo Verdicchio
17:10 09 Jul 16
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                 Disinfestazione tarli

I Tarli sono insetti  xilofagi, ovvero mangiatori di legno.

tarliIl Tarlo  Lyctus brunneus detto anche lictide comune, è di colore marrone scuro, raggiunge una lunghezza di 5 mm. Le femmine del tarlo depongono le uova in ambienti domestici dove trovano le condizioni ottimali per l’ovodeposizione, prediligendo le fessure del legno dove depongono fino a 80 uova. Le uova dopo circa 8 giorni si schiudono, le larve fuoriuscendo, crescono per circa un mese, dopo di che mantengono il loro stadio di larva anche per anni, nutrendosi di cellulosa e lignina, le larve sono di colore bianco e dal corpo molle. Quindi sono le larve del tarlo che si addentrano nel legno scavando gallerie del diametro di 2 mm, dove successivamente si trasformeranno in pupe, completando così il loro ciclo biologico raggiungendo la forma di adulto dopo 3 settimane. Prima di raggiungere la forma adulta, la larva del tarlo comincia il suo cammino verso la superficie esterna del legno infestato, per facilitare la fuoriuscita dell’insetto. Questo avviene in primavera ed in autunno, in questi mesi, l’adulto esce dal legno e sfarfalla all’esterno ricominciando così il suo ciclo riproduttivo. L’adulto vive circa 6 settimane. I fori esterni, infatti, sono presenti nel momento in cui lo sviluppo dell’insetto è terminato e le gallerie scavate restano vuote, quindi l’infestazione dei tarli diventa visibile dopo che l’adulto furiesce dal legno lasciando terreno fertile per successive reinfestazioni. La caratteristica della presenza dei tarli, oltre agli evidenti fori che lasciano nel legno, è la polverina che esce da essi, chiamata rosume.

 Ci sono altri tipi di tarli:

  • Il Tarlo dei mobili o domestico, Anobium Punctatum, caratteristica di questo tarlo è la forma a cappuccio della testa. Al loro sfarfallamento non lasciano molte tracce ed il poco rosume è granulare.
  • Il tarlo Xestobium rufovillosum, chiamato anche orologio della morte a causa del suo richiamo sessuale mediante il continuo regolare colpire il legno con la testa. Misura 4 mm e si nutre di quercia, castagno, faggio. La femmina depone fino a 200 uova e da adulto solitamente non sfarfalla rimanendo all’interno del legno.
  • Il tarlo Hylotrupes Bajulus, comunemente chiamato capricorno delle travettature, si nutre preferibilmente di legno di conifera. La femmina depone circa 100 uova che rimangono tali dai 6 ai 48 giorni. La larva e la pupa mantengono il loro stadio per un periodo che va dai 3 agli 11 anni e una volta diventato adulto, il tarlo vive solo 3 settimane. Questo tarlo è molto pericoloso, dato che le tracce della sua presenza si rilevano solo dopo 3 anni dall’infestazione di un manufatto o una trave.

Alcuni tarli hanno dei parassiti:

  •  L’Acaro del Tarlo Pyemotes ventricosus, lontano parente delle zecche anch’esso ha un’apparato boccale pungente e succhiante, pungendo il tarlo l’acaro gli inietta un veleno che lo paralizza e liquefa i suoi tessuti che successivamente vengono succhiati dall’acaro per nutrirsi. Quando i tarli scarseggiano rivolge le sue attenzioni sull’uomo pungendolo, provoca sulla pelle delle piccole vesciche che sono molto puriginose.
  • Lo scleroderma domesticum  è un’imenottero aculato che assomiglia a una piccola formica con l’addome allungato, è di colore scuro, lungo 2-3 mm. Le femmine di scleroderma, con il loro aculeo, paralizzano le larve dei tarli depositando le loro uova su di esse, schiudendosi, le larve dello scleroderma si ciberanno delle larve del tarlo. In caso di una elevata infestazione da tarli, è facile avere la presenza di questo parassita che, inevitabilmente, finisce per pungere anche l’uomo, provocando ponfi molto dolorosi e gonfiori ed in alcuni casi provoca anche reazioni allergiche.