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Gli infestanti Urbani e il ruolo del Biologo

Infestanti Urbani

I territori delle grandi città sono tipologie di ecosistema fortemente antropizzato e dunque soggette ad essere interessate dalla presenza di varie specie di animali , che possono essere considerate infestanti, appartenenti soprattutto agli insetti ed ai roditori.

Questi hanno trovato nell’aree urbane l’habitat ideale per il loro proliferare, in quanto sono stati favoriti nel loro sviluppo dalla scarsa sensibilità che l’uomo urbano ha nei riguardi dell’ambiente naturale e della scarsa conoscenza di informazioni biologiche.

Quanti pensano che i cosiddetti “cimiteri d’auto”, ad esempio possano risultare centri di diffusione di miriadi di zanzare, proliferate in pozze d’acqua stagnanti tra lamiere contorte o copertoni di ruote ormai consumati? E quanti sanno che i fanghi dei depuratori se non convenientemente trattati , sono un’ottima fonte di alimento per migliaia e migliaia di larve di mosche?

L’espansione urbana incontrollata, il boom demografico, le condizioni della vita moderna, i rifiuti gettati irresponsabilmente ed i cambiamenti climatici sono tutti fattori che forniamo agli infestanti per colonizzare aree urbane e le malattie ad esse correlate.

Le moderne forme di trasporto danno la possibilità ai viaggiatori  già contagiati di spostarsi rapidamente da un continente all’altro, arrivando a destinazione prima della comparsa dei sintomi. Questa stessa velocità nei viaggi facilita gli infestanti a propagarsi liberamente e rapidamente da un posto all’altro via terra, via mare, via aria.

E’ da ricordare il caso dell’Aedes albopictus, meglio conosciuta come zanzara tigre, importata accidentalmente nel 1990 e ormai divenuta membro stabile della nostra entomofauna. Nei paesi d’origine , Ae.albopictus è vettore di arbovirus esotici, quali quelli responsabili della Dengue e della febbre da Chikungunya virus, che è stato responsabile, nella tarda estate del 2007,  questa specie  di un focolaio epidemico,  occorso per la prima volta in Italia, precisamente in Emilia Romagna , con 204 casi accertati. Altro esempio è rappresentato dai numerosi focolai di una  encefalite equina da West Nile virus, responsabile della trasmissione di questa “zoonosi”, malattia animale accidentalmente trasmissibile anche all’uomo, sono zanzare del genere “Culex”, in particolare da Cx pipiens, la zanzara comune, ubiquitaria in Italia, importante solamente per il fastidio che arrecava soprattutto nelle notti d’estate.

Le zanzare non sono l’unico problema , da anni la popolazione di Blatta orientalis e di Periplaneta americana sono in aumento nelle reti fognarie e durante il periodo estivo si spostano verso i raccordi fognari dei condomini, giungendo poi nei singoli appartamenti. Da tempo sono state abbandonate le disinfestazioni invernali delle reti fognarie fino a rendere opportuna l’emanazione di specifiche ordinanze sindacali di lotta; anche in questo caso mancando una conoscenza della dinamica di popolazione delle blatte, gli interventi quando eseguiti, hanno solo carattere di urgenza e non conducono a un duraturo controllo dell’infestazione.

Nel corso degli anni le popolazioni degli infestanti non hanno subito sostanziali cambiamenti, ma per minimizzare i rischi per l’ambiente e tutelare la salute pubblica, l’approccio alla loro lotta è cambiato: si è passati da un metodo di controllo basato sull’impiego di insetticidi e derattizzanti ad una gestione integrata degli infestanti o Integrated Pest Management (IPM)  che integra le metodiche di lotta diretta con la prevenzione e il monitoraggio.

Questo approccio sviluppatosi in alcuni campi della difesa fitosanitaria, a partire dagli anni 80 per ridurre l’impatto della lotta a calendario (esecuzione di interventi a scadenze prefissate), introduce il concetto di valutazione delle condizioni ambientali prima di procedere all’esecuzione di un intervento di disinfestazione.

A questo punto si comprende l’importanza della figura del Biologo nell’attività di disinfestazione e derattizzazione.

IL Biologo per la sua tipologia di formazione conosce le caratteristiche biologiche e comportamentali dell’infestante, è in grado di individuare i motivi che hanno portato allo sviluppo della specie oltre i livelli tollerabili e quindi sa attuare differenti metodi di controllo biologici, chimici o fisici, limitando l’applicazione degli insetticidi e valutarne l’efficacia.

Pensiamo ad esempio alla scelta del formulato chimico,  ad esempio di un insetticida:

  • Profilo tossicologico dei principi attivi e dei principali coformulanti
  • Velocità dell’azione insetticida
  • Capacità di aderire a differenti tipologie di superfici
  • Comportamento del prodotto in presenza di specifiche condizioni climatiche non favorevoli (ad. esempio elevata T° C)

 

L’importanza delle scelte tecniche diviene, ancora più evidente quando si devono eseguire trattamenti di controllo degli infestanti estesi ad intere porzioni del suolo pubblico; è il caso delle campagne antilarvali per il contenimento delle popolazioni di zanzare.

Solo in alcune grandi città si ritrova, all’interno dell’Amministrazione Comunale, personale dotato di specifiche competenze ed esperienze; sul territorio Nazionale alcune attività di sorveglianza sono affidate ai tecnici degli Istituti Zooprofilattici, ad esempio quelli di Legnaro  (PD) e di Forlì sono impegnati nel monitoraggio e identificazione di zanzare che fungono da vettori per la WEST NILE VIRUS; in Veneto e in Emilia Romagna questa attività è coordinata dal Dipartimento di Prevenzione della Regione che provvede a diramare informazioni specifiche alle ASL e ai Sindaci.

In Italia a differenza di altre nazioni europee, non è previsto un percorso formativo per chi svolge servizi di disinfestazione civile; è allo studio la definizione di un percorso europeo di formazione e qualificazione e comunque non sarà attivato prima di alcuni anni, purtroppo  non vi sono corsi legalmente riconosciuti.

L’attività di disinfestazione  e derattizzazione sono regolamentate dalla legge 25.01.1994 n.82 “ Disciplina delle Attività di Pulizia, di Disinfezione, di Disinfestazione, di Derattizzazione e di Sanificazione” che costituisce una specie di Legge-quadro delle attività suddette e dal decreto attuativo del 7 Luglio 1997 n.274 del Ministero dell’Industria, che stabilisce i requisiti morali, finanziari e tecnici per essere iscritti nell’Albo Provinciale delle Imprese, istituito presso ogni Camera di Commercio.

Questa legge che è l’unica che affronta in Italia l’aspetto dei requisiti, che devono essere posseduti dal preposto alla gestione tecnica della ditta che offre servizi di disinfestazione e derattizzazione, ha sostanzialmente equiparato chi possiede una laurea in materie attinenti (biologia, agraria) a chi può dimostrare una esperienza lavorativa di almeno tre anni presso una azienda già autorizzata allo svolgimento dei servizi citati; ciò determina una carenza di aggiornamento che pone la maggior parte delle piccole imprese di disinfestazione in una posizione di inferiorità tecnica, quando sia necessario progettare un intervento basato su un programma di lotta integrata.

Pertanto, sarebbe molto utile per le aziende private che svolgono i servizi di disinfestazione e derattizzazione la figura del biologo per la formazione del personale che costituisce un aspetto rilevante dell’intero argomento.

Fonte: SCIENZE Ambiente e territorio, rivista Biologi Italiani redatto dalla Dott.sa Rita Di Domenicantonio Componente Commissione di Studio Ambiente e territorio- ONB Clicca qui per scaricare il PDF

Disinfestazione Zanzare a basso impatto ambientale

La Frog Service Roma dopo i risultati ottenuti nell’anno 2013, grazie all’applicazione di  un piano di disinfestazioni alle zanzare (Culex pipiens) e zanzare tigre (Aedes albopictus), continua con la lotta antilarvale, per la prevenzione il controllo e la disinfestazione ecologica delle zanzare su Roma, eseguito come prescritto dall’ordinanza del sindaco di Roma, utilizzando prodotti larvicidi a basso impatto ambientale (Olio di neem, Bacillus thuringiensis, Diflubenzuron) e soprattutto con “focolai artificiali” tramite l’utilizzo delle ovitrappole AQUALAB.

Per la lotta e la disinfestazione alle zanzare sul territorio del comune di Roma e provincia,  la Frog Service Roma ha eseguito, ed eseguirà,  interventi adulticidi solo quando prettamente necessario, grazie alla duplice funzione di monitoraggio e cattura delle nuove generazioni di zanzare adulte, delle trappole per zanzare AQUALAB che consentono di rilevare la presenza dell’insetto adulto e valutarne  il livello d’infestazione per poter, se necessario, eseguire gli interventi di disinfestazione adulticida delle zanzare. Gazie alle trappole per zanzare Aqualab è possibile intervenire con la disinfestazione adulticida solo quando risulta molto alta la  presenza delle zanzare adulte.

Zanzara Tigre (Aedes albopictus)

Zanzara Tigre (Aedes albopictus)

 

Disinfestazione zanzara tigre Aedes albopictus comune di Roma

Ordinanza sindacale del sindaco di Roma Capitale n°58 del 08-aprile-2014

disinfestazione zanzare tigre romaChe l’Amministrazione Capitolina, intende realizzare nel 2014 una campagna di comunicazione, per informare e sensibilizzare i cittadini, sui corretti comportamenti da adottare per contrastare l’infestazione di questo insetto.

Considerata, per le motivazioni in premessa, la necessità di attivare tutte le misure di prevenzione e di controllo sul territorio capitolino,  esposto alla presenza e alla diffusione della zanzara tigre, sia in aree pubbliche che private;

Vista la L.R. del 6.8.1999, n.14;

Viste le circolari del Ministero della Sanità n.13 del 19.07.1991 e n. 42 del 25.10.1993;

Visto l’art.50, comma 5, del Decreto Legislativo  18/8/2000, n. 267;

Vista la Legge Costituzionale 18.10.2001 n.3;

Visto la legge 24 novembre 1981, n.689;

Visto l’art. 7 bis del citato Decreto Legislativo n. 267 del 2000;

ORDINA CHE

Nel periodo compreso dal 15 APRILE al 15 NOVEMBRE 2014, a tutti i cittadini, a tutti i soggetti pubblici e privati, nonché in particolare alle imprese ed ai responsabili di aree particolarmente critiche ai fini della proliferazione del fenomeno, quali cantieri, aree dismesse, piazzali di deposito, parcheggi, vivai e altre attività produttive e commerciali che possano dar luogo anche a piccole raccolte di acqua e conseguenti focolai di sviluppo larvale :

•      di non abbandonare oggetti e contenitori di qualsiasi natura, forma e dimensione, collocati negli spazi aperti (pubblici e privati) compresi i terrazzi ed i balconi e lastrici solari ed in qualsiasi luogo dove possa verificarsi, anche occasionalmente, raccolta di acqua piovana o stagnante anche temporanea, così da evitare il formarsi di focolai di infestazione;

•      di procedere al controllo, alla pulizia ed alla chiusura ermetica, con teli impermeabili o con coperchi di tutti i contenitori lasciati all’aperto in modo da evitare qualsiasi raccolta d’acqua al loro interno;

•      di svuotare, lavare e/o capovolgere (se non utilizzati) contenitori di uso comune, quali sottovasi, piccoli abbeveratoi per animali domestici, annaffiatoi e simili, evitando di immettere queste acque nei tombini;

•      di coprire gli eventuali contenitori di acqua inamovibili, quali ad esempio vasche di cemento, bidoni e fusti per l’irrigazione degli orti, con coperchi a tenuta, teli di plastica tenuti ben tesi onde evitare possibili ristagni di acqua piovana e ove qualora non è possibile, con zanzariere;

•      di sostituire frequentemente l’acqua nei contenitori dei fiori nei cimiteri e nel caso di utilizzo di fiori finti, di riempirli con sabbia o sassi. Inoltre, tutti i contenitori utilizzati saltuariamente (es. piccoli innaffiatoi o simili), dovranno essere sistemati in modo da evitare la formazione di raccolte d’acqua in caso di pioggia;

•      di provvedere nel caso di fontane ornamentali, di laghetti artificiali e simili, alla eventuale introduzione nelle stesse di pesci larvivori (pesci rossi, gambusie, ecc.);

•      di prosciugare completamente le piscine non in esercizio e, qualora queste vengono ricoperte con teli, è necessario svuotare, entro 5 giorni da ogni precipitazione atmosferica, l’acqua in essi eventualmente accumulatasi mediante pompaggio;

•      di non utilizzare pneumatici come zavorre per teli plastici o per altra funzione che richieda la loro esposizione all’aperto, al fine di non favorire la proliferazione di zanzare;

•      di convogliare in appositi apparati di scarico la condensa prodotta dagli impianti di climatizzazione;

•      di evitare ristagni di acqua nei campi incolti e nei giardini e di provvedere a mantenere bassa l’erba e ad eliminare le sterpaglie;

•      di mantenere in perfetta efficienza le grondaie per evitare eventuali ristagni d’acqua;

•      di evitare la formazione di raccolte d’acqua anche in luoghi poco accessibili o nascosti quali sotterranei, cantine, intercapedini, vespai, ecc..;

•      di pulire bene i vasi prima di portarli all’interno durante i periodi freddi o prima di esporli all’esterno, tenuto conto che l’abitudine di portare le piante al riparo, durante l’inverno, è una delle cause che generano la schiusa delle uova invernali non appena le piante stesse vengono di nuovo esposte e innaffiate nella stagione primaverile;

•      di mantenere in perfetta efficienza i tombini presenti nei giardini, nei cortili e negli spazi condominiali;

•      di trattare le acque nei tombini, griglie di scarico e pozzetti di raccolta delle acque meteoriche, presenti negli spazi di proprietà privata, utilizzando idonei  prodotti antilarvali, preferibilmente biologici, registrati e regolarmente autorizzati dal Ministero della Salute per tale uso, reperibili presso rivenditori specializzati di prodotti agricoli quali, a titolo di esempio, vivai, rivendite  agricole. La periodicità del trattamento deve essere congruente alla tipologia del prodotto usato, secondo le indicazioni riportate in etichetta. Il trattamento può essere eseguito direttamente da parte degli stessi proprietari e utilizzatori di spazi, o avvalendosi di imprese di disinfestazione regolarmente registrate alla Camera di Commercio per lo svolgimento dei servizi di disinfestazione con relativo Responsabile Tecnico. Dovrà essere conservata documentazione attestante l’avvenuto trattamento.

Tali trattamenti dovranno essere ripetuti dopo ogni precipitazione atmosferica ed in caso di assenze prolungate; si segnala che è importante garantire la prosecuzione degli interventi.

o, in alternativa

•      di procedere alla chiusura degli stessi tombini, griglie di scarico, pozzetti di raccolta delle acque meteoriche con rete zanzariera che deve essere opportunamente mantenuta in condizioni di integrità e libera da foglie e detriti onde consentire il regolare deflusso delle acque.

La presenza, in un’area, di densità elevata di adulti di zanzara tigre sta ad indicare la mancata applicazione delle norme di prevenzione,  pertanto la presenza, nell’area interessata o in prossimità di questa, di focolai di riproduzione dell’insetto devono essere ricercati ed eliminati.

I trattamenti contro le zanzare adulte si raccomanda di effettuarli esclusivamente quando sono strettamente necessari; dovranno  essere mirati ai luoghi abituali di sosta delle zanzare adulte (siepi, cespugli, vegetazione bassa, aree ombrose) ed eseguiti con attrezzature idonee a minimizzare la deriva dei prodotti utilizzati. L’etichetta dei formulati insetticidi deve prevedere l’impiego sulla vegetazione e devono essere in formulazioni acquose e privi di solventi.

E’ utile, posizionare nell’ambiente, delle trappole definite “focolai artificiali”, per il monitoraggio dell’infestazione.

E’ del tutto, inutile, eseguire a scopo preventivo trattamenti delle aree verdi con prodotti ad azione adulticida.

ORDINA ALTRESI’:

Sempre nel periodo compreso tra il 15 APRILE e il 15  NOVEMBRE 2014:

•      Alle Aziende agricole e zootecniche ed a chiunque allevi animali o che li accudisca o custodisca anche a scopo zoofilo, di provvedere a mantenere in stato di perfetta efficienza tutti gli impianti e i depositi idrici, compresi quelli situati negli spazi aperti;

•      Ai Consorzi e agli Enti che gestiscono comprensori ed ai proprietari degli edifici destinati ad abitazione ed ad altri usi, di curare il perfetto stato di efficienza di tutti gli impianti di raccolta delle acque esistenti nei fabbricati e nei locali annessi, evitando accuratamente ogni accumulo, anche temporaneo, di acqua stagnante;

•      Ai responsabili dei cantieri fissi e mobili di evitare raccolte idriche in area di scavo, bidoni ed altri contenitori o, qualora l’attività richieda la necessaria presenza e disponibilità di contenitori con acqua, questi devono essere dotati di copertura ermetica, oppure devono essere svuotati completamente, con periodicità non superiore ai cinque giorni; di provvedere altresì in caso di sospensione dell’attività di cantiere, alla sistemazione del suolo e di tutti i materiali presenti;

•      Ai soggetti pubblici e privati gestori di corsi d’acqua, di sistemi ferroviari e stradali, di mantenere in perfetta efficienza i corsi d’acqua e le canalizzazioni di scolo delle acque piovane, evitando accuratamente l’accumulo di detriti che ostacolino il deflusso delle acque;

•      A tutti i conduttori degli orti e degli appezzamenti di terreno, di privilegiare l’innaffiatura diretta tramite pompa o con contenitore da riempire di volta in volta e da svuotare completamente, dopo l’uso e di chiudere, con coperchi a tenuta o con rete zanzariera fissata e ben tesa gli eventuali serbatoi d’acqua;

•      A tutti proprietari, gestori e conduttori di vivai, serre, deposito di piante e fiori, di eseguire adeguate verifiche ed eventuali trattamenti, nei contenitori di piante e fiori destinati alla coltivazione e alla commercializzazione;

•      A tutti i proprietari e responsabili di depositi, di attività industriali, artigianali e commerciali che utilizzano spazi aperti, con particolare riferimento alle attività di rottamazione e in genere di stoccaggio di materiali di recupero, di adottare tutti i provvedimenti per evitare le raccolte d’acqua;

•      Ai gestori di depositi, anche temporanei, di copertoni per attività di riparazione, rigenerazione e vendita ed ai detentori di copertoni in generale: di stoccarli, dopo averli svuotati di eventuali raccolte d’acqua al loro interno, al coperto od in containers dotati di coperchio o, se all’aperto, proteggerli con teli impermeabili in modo da evitare raccolte d’acqua sui teli stessi; di ridurre al minimo i tempi di stoccaggio dei copertoni fuori uso, per evitare accumuli di acqua, concordando con le imprese di smaltimento tempi brevi di prelievo; di provvedere in caso di documentata impossibilità a coprire i copertoni stoccati all’aperto, ad eseguire dei periodici trattamenti larvicidi e/o adulticidi comunicando la data, il nominativo della ditta di disinfestazione che effettua il trattamento, il prodotto impiegato ed altra eventuale modalità organizzativa, via e mail o via fax all’Unità Organizzativa ”Risorse Ambientali, Biodiversità e Benessere degli animali” del Dipartimento Tutela Ambientale e Protezione civile:

(e-mail: rita.didomenicantonio@comune.roma.it –  Fax 06 67105456);

•      Agli amministratori di condominio di comunicare entro il 30 Luglio 2014, allUnità Organizzativa “Risorse Ambientali, Biodiversità e Benessere degli animali del  Dipartimento Tutela Ambientale e Protezione civile(e-mail: rita.didomenicantonio@comune.roma.it –  Fax 06 67105456) attraverso la compilazione di un apposito modulo, scaricabile dal sito web www.comune.roma.it  – Sezione Dipartimento Tutela Ambientale – voce menu: “Zanzara Tigre”, l’elenco dei condomini da loro amministrati per i quali sia stato attivato un programma di disinfestazione per il controllo della diffusione della zanzara tigre (trattamenti larvicidi e/o adulticidi, la loro cadenza, il nominativo dei prodotti impiegati e della ditta che ha eseguito l’attività la quale deve essere regolarmente iscritta alla Camera di Commercio).

La responsabilità per eventuali inadempienze, che saranno sanzionate nella misura non inferiore ad Euro 50,00 e non superiore ad Euro 500,00, sarà imputata in solido a colui che risulterà avere titolo per disporre legittimamente del sito o dei siti dove tali inadempienze avranno avuto luogo, a meno che non dimostri che la violazione non sia a lui ascrivibile. Qualora il pagamento della suddetta sanzione avvenga entro il termine di cui all’art. 16 della legge n. 689 del 1981, si applica quanto ivi previsto in materia di pagamento in misura ridotta.

Nel caso di inosservanza di quanto previsto dalla presente Ordinanza, l’esecuzione degli interventi necessari, previa redazione di Rapporto Amministrativo indirizzato al Municipio di competenza territoriale, avverrà d’ufficio e la relativa spesa sarà a carico degli inadempienti secondo le procedure e modalità vigenti in materia.

I Municipi, a mezzo della Polizia Municipale, e i Dipartimenti di Prevenzione delle  U.S.L.   competenti per territorio, sono incaricati delle attività di controllo dell’esecuzione del presente provvedimento.

I suddetti soggetti sono altresì incaricati di comminare le previste sanzioni ai trasgressori. La vigilanza si esercita tramite sopralluoghi e riscontro dei documenti d’acquisto dei prodotti per la disinfestazione da parte dei soggetti pubblici e privati interessati dalla presente Ordinanza o degli attestati di avvenuta bonifica rilasciati da imprese regolarmente registrate.

Dispone che

Il presente provvedimento sia immediatamente esecutivo, sia reso pubblico mediante affissione all’Albo Pretorio on line di Roma Capitale  e  reso noto alla cittadinanza e associazioni di categoria direttamente interessate tramite pubblici avvisi,  e reso disponibile presso gli Uffici Relazioni con il Pubblico dei Municipi e del Dipartimento “Tutela Ambientale –  Protezione Civile”.

Si provvederà ad informare la cittadinanza dell’emissione del presente provvedimento, anche, attraverso il sito internet di ROMA CAPITALE.

Contro la presente Ordinanza è ammesso ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio nei modi e nei termini previsti dal decreto legislativo 2 luglio 2010, n.104 recante il “Codice del Processo Amministrativo”.

firma sindaco

Ovitrappola e Trappola per Zanzare Ecologica Aqualab

 
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La Frog Service da sempre predilige la profilassi di disinfestazione ecocompatibile e biologica, effettuando la lotta larvicida alle zanzare ed ai pappataci, sia con prodotti ecocompatibili larvicidi IGR, sia con metodi biologici come l’utilizzo delle gambusie dei pesciolini rossi e dei gamberetti ciclopini (copepodi). Inoltre utilizziamo un’ insetticida biologico in granuli composto da due ceppi di bacillo, Bacillus thuringiensis varietà israelensis (Bti) Bacillus sphaericus (Bsph)  nome commerciale VectoMax FG. Questo  insetticida biologico in granuli agisce per ingestione sulle larve delle zanzare. Una volta ingerito dalle larve di zanzara si scioglie, le tossine così liberate nell’ intestino delle larve rompono le cellule intestinali  provocando la fuoriuscita del contenuto intestinale. Questo provoca la paralisi e la successiva morte delle larve di zanzara.   Questo tipo di lotta è finalizzata a contenere i focolai e la loro proliferazione, intervenendo nei periodi di sviluppo riproduttivo nelle aree soggette a ristagni di acqua.
 
La lotta adulticida viene eseguita con prodotti naturali e, solo se prettamente necessario, con insetticidi a basso impatto ambientale ed in modo mirato.
Al tal fine vengono utilizzate delle ovitrappole  “focolai artificiali” che funzionano anche come trappola per zanzare, in grado di competere con i focolai naturali, mediante le quali si può determinare il grado di infestazione, dato fondamentale per l’esecuzione dell’intervento.
 
La scelta di utilizzare la ovitrappola e trappola per zanzare ecologica Aqualab la si deve alla sua efficacia e semplicità d’uso. Le caratteristiche che le rendono unica sono  il basso costo d’acquisto e la particolarità che ha di imprigionare, le larve e gli adulti di nuova generazione, al suo interno. Inoltre in dotazione alla trappola per zanzare ci sono tre pasticche, un’esca alimentare, che fungono da attivatore della durata di un mese cadauna.

La Frog Service è esclusivista per la vendita della trappola per zanzare AQUALAB nell’area di Roma e regione Lazio per
  • Comuni (uffici, strutture sportive, giardini e parchi, cimiteri)
  • Strutture pubbliche (caserme, scuole, ospedali, usl, enti)
  • Strutture private (scuole, cliniche, case di cura)
  • Amministrazioni condominiali
  • Ditte di disinfestazione e pulizie
  • Ditte di manuntenzione del verde
  • Rivenditori di prodotti e attrezzature per disinfestatori
 

Di seguito sono riportate alcune foto che descrivono le caratteristiche della ovitrappola :

trappola zanzare aqualabtrappola zanzare aqualab trappola zanzare aqualabtrappola zanzare aqualabtrappola zanzare aqualabtrappola zanzare aqualabtrappola zanzare aqualab

Vespa velutina Calabrone Killer asiatico

Vespa velutina Calabrone asiaticoRisale allo scorso autunno la prima cattura di un maschio di Vespa velutina, anche se solo ora ne è stata effettuata la classificazione ufficiale da parte del Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari dell’Università di Torino. Un nuovo nemico delle nostre api ha varcato i confini
italiani dalla vicina Francia ove era presente ufficialmente dal 2006. Negli scorsi anni si erano ripetute le segnalazioni della sua presenza in
Francia, anche nella zona costiera mediterranea. Il calabrone asiatico, come è stato soprannominato per via della sua somiglianza con il “nostro“ calabrone autoctono (Vespa crabro) presente in Europa meridionale, è considerato una seria minaccia per gli alveari, essendo molto vorace e aggressivo nei confronti degli alveari. Grosse preoccupazioni erano sorte nel settore apistico già in occasione delle prime segnalazioni ufficiali del suo arrivo in Francia nel 2005. Aspromiele aveva prontamente realizzato un dossier “Vespa velutina: il calabrone asiatico”, inviato a tutti gli abbonati di L’Apis, proprio con l’obiettivo imparare a riconoscere il nuovo nemico, all’epoca prossimo ai nostri confini. Il Centro di Sperimentazione e Assistenza Agricola di Albenga (SV) aveva attivato, in collaborazione con  il Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari dell’Università di Torino, uno specifico programma di monitoraggio. Nello scorso autunno la prima cattura nella zona di Loano di un maschio di V. velutina  che confermerebbe l’arrivo anche in Italia del nuovo temibile calabrone. Un articolo è apparso lo scorso 27 maggio sul “Secolo XIX”. Stefano Demichelis, Aulo Manino e Marco Porporato, cui va il merito del primo riconoscimento ufficiale, nell’articolo affermano:  “…la Vespa velutina sembra in grado di arrecare gravi danni alle famiglie delle api da miele, che non sono in grado di difendersi efficacemente da questo predatore diversamente da quanto fanno le ‘cugine’ asiatiche … si dispone nei pressi degli alveari, dove attacca e uccide molte decine di api in poche ore, per poi cibarsene successivamente. Costruisce grandi nidi sugli alberi ed è attiva soprattutto nel periodo estivo fino all’inizio dell’autunno. Questa vespa può diventare una minaccia per l’apicoltura e pertanto la sua presenza va attentamente monitorata, anche a livello aziendale, e prontamente combattuta…”.

Fonte: www.aspromiele.it

Eliminazione Ecologica zanzare tigre

Con il ritorno della stagione, dopo lunghi ed alternati periodi di pioggia, eccoci di nuovo alle prese con la fastidiosissima e pericolosa Aedes albopictus “zanzara tigre” e non solo (non dimentichiamoci della Culex pipiens “Zanzara comune” e della Anopheles “Zanzara della malaria”).  Questo minuscolo insetto, dopo essere entrato nel nostro paese, si è riprodotto notevolmente fino ad invadere tutto il territorio. Prolifera smisuratamente in insignificanti quantitativi di acqua stagnante, rendendo invivibili le aree nelle quali si è stabilizzato. Si tenga conto che è sufficiente l’acqua contenuta in un cucchiaio da minestra. Fino ad oggi si usava fare una guerra spietata con l’uso di ettolitri e ettolitri di insetticidi, sparati senza cognizione su tutto, andando a colpire ogni specie di vegetale fonte di cibo per altri insetti spesso utili ed ogni altro genere di insetto. Oggi finalmente con l’aiuto delle campagne informative e di sensibilizzazione, come le ordinanze sindacali dei Comuni come anche quello di Roma, non solo si è arrivati ad un più attento e mirato uso di prodotti  chimici, ma alla sostituzione degli stessi con altri ecocompatibili e soprattutto puntando principalmente alla lotta antilarvale alla zanzara tigre.

La Frog Service condividendo,  sino dall’avviamento dell’attività, pienamente questo sistema ,  interviene anch’essa principalmente con la lotta antilarvale e repellente alla zanzara tigre, mediante l’utilizzo di prodotti naturali quali l’olio di Neem Bacillus thuringiensis, mentre per i trattamenti adulticidi interviene solo quando l’area da trattare presenta un’alta concentrazione di insetti adulti con prodotti naturali. La presenza delle zanzare nel nostro habitat è dovuta spesso alla sua collocazione ed all’ambiente che lo circonda. Mediante l’utilizzo di ovitrappole si determina il grado di infestazione, intervenendo con la lotta adulticita alla zanzara solo quando si rende realmente necessaria. Operando in questo modo la Frog Service ottiene,  già dopo i primi interventi antilarvali,  la netta diminuzione di individui adulti di zanzara e zanzara tigre.

IL METEO ZANZARE DELLA VAPE FOUNDATION

 

ordinanza

ROMA CAPITALE

Ordinanza del Sindaco

 

N° 76 de1 28 mar. 2013 – 28 MAR. 2013 N.RC/ 5686

Dipartimento Tutela Ambientale e del Verde – Protezione Civile Prot. 21031 del 26 mar 2013

Roma Capitale Segretariato Generale Albo Pretorio  Prot. N.SC/96311 del 2 APR 2013

Oggetto:  Provvedimenti per la prevenzione ed il controllo dell’infestazione da zanzara tigre (Aedes albopictus) nel territorio di ROMA CAPITALE

ordinanza

 

 

 

VISTO: II dirigente della U.O. Valorizzazione Risorse Ambientali e Biodiversità Dott. Bruno Cignini

 

 

VISTO: Il Direttore del Dipartimento Tutela Ambientale e del Verde Protezione Civile Dott. Tommaso Profeta

 

 

VISTO: L’Assessore alle Politiche Ambientali e delle Risorse Agricole On.Barbara Barbuscia

Il Sindaco

Considerata l’attuale presenza e diffusione della Zanzara tigre (Aedes albopictus) nella città di Roma, che è iniziata nel 1997 (anno della individuazione dei primi focolai larvali in città) e che oggi interessa l’intero territorio cittadino;

Considerato che le mutate condizioni meteoclimatiche verificatesi in Italia nell’ultimo decennio, con aumento della temperatura e dell’umidità particolarmente nei mesi da Aprile a Novembre, assimilabili a quelle del sud-est asiatico da cui la zanzara ha origine, hanno favorito la sua diffusione;

Considerate le specifiche caratteristiche biologiche e la sua aggressività nei confronti dell’uomo e degli animali, con attività di puntura spiccata nelle ore diurne e nei luoghi all’aperto anche in spazi urbanizzati, che è in grado di creare molestia, anche di rilevante entità, nei riguardi della popolazione;

Considerato che questa infestazione potrebbe avere sviluppi sul piano sanitario;

Vista la necessità di intervenire a tutela della salute e dell’igiene pubblica per prevenire e controllare malattie infettive trasmissibili all’uomo attraverso la puntura di insetti vettori, e in particolare della “zanzara tigre”;

Considerato che l’Amministrazione Comunale intende adottare e porre in essere tutte le misure necessarie a controllare, contenere e diminuire il fenomeno infestante;

Considerato che, l’Amministrazione Comunale anche nell’anno 2013 intende realizzare una campagna di comunicazione nella quale verranno diramate le linee guida per la prevenzione ed il controllo di questo fenomeno, fornendo al cittadino tutti gli strumenti e le conoscenze per prevenirne la diffusione di questo insetto attraverso l’adozione di idonei comportamenti;

Rilevato che i luoghi in cui la zanzara tigre depone le uova e dove si sviluppano le larve sono costituiti da qualsiasi sito nel quale è presente acqua stagnante, quali tombini e griglie di raccolta delle acque, barattoli, lattine, sottovasi, bacinelle, depositi e contenitori per l’irrigazione degli orti e dei fiori, innaffiatoi, copertoni di veicoli stradali, fogli di nylon, buste di plastica, grondaie ostruite, ecc.;

Rilevato anche che le uova di questo insetto, a seguito di condizioni climatiche favorevoli, se sommerse dall’acqua, danno origine allo sviluppo di larve, generalmente nel periodo compreso tra Maggio e Ottobre;

Considerato che la presenza di erba alta e sterpaglie costituisce un habitat favorevole per l’annidamento delle zanzare adulte;

Considerata, per le motivazioni in premessa, la necessità di attivare tutte le misure di prevenzione e di controllo sul territorio cittadino esposto alla presenza e alla diffusione della zanzara tigre, sia in aree pubbliche che private;

Vista la L.R. del 6.8.1999, n.14;

Viste le circolari del Ministero della Sanità n.13 del 19.07.1991 e n. 42 del 25.10.1993;

Visto I’art.50, comma 5, del Decreto Legislativo 18/8/2000, n. 267;

Visto il Regolamento Comunale d’igiene per la tutela della salute e dell’ambiente;

Vista la Legge Costituzionale 18.10.2001 n.3;

Visto la legge 24 novembre 1981, n.689;

Visto l’art. 7 bis del citato Decreto Legislativo n. 267 dei 2000;

ORDINA

Nel periodo compreso dal 02 APRILE al 15 NOVEMBRE 2013, a tutti i cittadini, a tutti i soggetti pubblici e privati, nonché In particolare alle Imprese ed al responsabili di aree particolarmente critiche ai fini della proliferazione del fenomeno, quali cantieri, aree dismesse, piazzali di deposito parcheggi, vivai e altre attività produttive e commerciali che possano dar luogo anche a piccole raccolte di acqua e conseguenti focolai di sviluppo larvale :

• di procedere al controllo, alla pulizia ed alla chiusura ermetica, con teli impermeabili o con coperchi di tutti i contenitori lasciati all’aperto in modo da evitare qualsiasi raccolta d’acqua al loro interno;

• di svuotare, lavare e/o capovolgere (se non utilizzati) contenitori di uso comune, quali sottovasi, piccoli abbeveratoi per animali domestici, annaffiatoi e simili, evitando di immettere queste acque nei tombini;

• di coprire gli eventuali contenitori di acqua inamovibili, quali ad esempio vasche di cemento, bidoni e fusti per l’irrigazione degli orti, con coperchi a tenuta, teli di plastica e ove e qualora non è possibile, con zanzariere;

• dl sostituire frequentemente l’acqua nei contenitori dei fiori nei cimiteri e nel caso di utilizzo di fiori finti, di riempire i contenitori nei quali sono posti con sabbia o sassi;

• di provvedere nel caso di fontane ornamentali, di laghetti artificiali e simili, alla eventuale introduzione nelle stesse di pesci larvivori (pesci rossi, gambusie, ecc.);

• di evitare ristagni di acqua nei campi incolti e nei giardini e di provvedere a mantenere bassa l’erba e ad eliminare le sterpaglie;

• di mantenere in perfetta efficienza le grondaie per evitare eventuali ristagni d’acqua;

• di evitare la formazione di raccolte d’acqua anche in luoghi poco accessibili o nascosti quali sotterranei, cantine, intercapedini, vespai, ecc..;

• di pulire bene i vasi prima di portarli all’interno durante i periodi freddi o prima di esporli all’esterno. L’abitudine di portare le piante al riparo durante l’inverno è una delle cause che generano la schiusa delle uova invernali non appena le piante stesse vengono di nuovo esposte e innaffiate nella stagione primaverile;

• di mantenere in perfetta efficienza i tombini presenti nei giardini, nei cortili e negli spazi condominali ed effettuare la pulizia prima di ogni ciclo di trattamento larvicida;

• di trattare le acque nei tombini, griglie di scarico e pozzetti di raccolta delle acque meteoriche, presenti negli spazi di proprietà privata, utilizzando specifici prodotti larvicidi reperibili presso rivenditori specializzati in prodotti agricoli quali, a titolo di esempio, i vivai o presso le rivendite agrarie. Si consiglia l’uso di prodotti larvicidi biologici a base di Bacillus thuringiensis e di inibitori della crescita che impediscono lo sviluppo delle larve; entrambi i prodotti, oltre a non determinare e produrre inquinamenti per l’ambiente, non sono tossici né per gli animali né per l’uomo. Tale trattamento dovrà essere ripetuto dopo ogni precipitazione atmosferica ed in caso di assenze prolungate; si segnala che è importante garantire la prosecuzione degli interventi.

La presenza in un’area di densità elevate di adulti di zanzara tigre sta ad indicare la mancata applicazione delle norme di prevenzione e pertanto la presenza, nell’area interessata o in prossimità di questa, di focolai di riproduzione dell’insetto che devono essere ricercati ed eliminati.

E’ del tutto inutile eseguire a scopo preventivo trattamenti delle aree verdi con prodotti ad azione adulticida.

I trattamenti contro le zanzare adulte, normalmente, sono sconsigliati per il maggior rischio di tossicità e di difficoltà di gestione, per il maggior impatto ambientale, per la temporaneità dei risultati e per i maggiori costi di gestione; pertanto si raccomanda di effettuarli esclusivamente quando sono strettamente necessari e in caso di effettiva emergenza.

Questi devono essere effettuati tramite ditte regolarmente iscritte alla Camera di Commercio per lo svolgimento dei servizi di disinfestazione con relativo Responsabile Tecnico.

Gli interventi adulticidi dovranno essere mirati ai luoghi abituali di sosta delle zanzare adulte (siepi, cespugli, vegetazione bassa, aree ombrose) ed eseguiti con attrezzature idonee a minimizzare la deriva dei prodotti utilizzati. L’etichetta dei formulati insetticidi deve prevedere l’impiego sulla vegetazione e devono essere in formulazioni acquose e privi di solventi.

In alternativa, di procedere alla chiusura degli stessi tombini, griglie di scarico, pozzetti di raccolta delle acque meteoriche con rete zanzariera che deve essere opportunamente mantenuta in condizioni di integrità e libera da foglie e detriti onde consentire il regolare deflusso delle acque;

• di convogliare in appositi apparati di scarico la condensa prodotta dagli impianti di climatizzazione.

ORDINA ALTRESI’:

Sempre nel periodo compreso tra 02 APRILE e il 15 NOVEMBRE 2013:

• Alle Aziende agricole e zootecniche ed a chiunque allevi animali o che li accudisca o custodisca anche a scopo zoofilo, di provvedere a mantenere in stato di perfetta efficienza tutti gli impianti e i depositi idrici, compresi quelli situati negli spazi aperti;

• Ai Consorzi e agli Enti che gestiscono comprensori ed ai proprietari degli edifici destinati ad abitazione ed ad altri usi, di curare il perfetto stato di efficienza di tutti gli impianti di raccolta delle acque esistenti nei fabbricati e nei locali annessi, evitando accuratamente ogni accumulo, anche temporaneo, di acqua stagnante;

• Ai responsabili dei cantieri fissi e mobili di evitare raccolte idriche in area di scavo, bidoni ed altri contenitori o, qualora l’attività richieda la necessaria presenza e disponibilità di contenitori con acqua, questi devono essere dotati di copertura ermetica; oppure devono essere svuotati completamente, con periodicità non superiore ai cinque giorni; di provvedere altresì in caso di sospensione dell’attività di cantiere, alla sistemazione del suolo e di tutti i materiali presenti.

• Ai soggetti pubblici e privati gestori di corsi d’acqua, di sistemi ferroviari e stradali, di mantenere in perfetta efficienza i corsi d’acqua e le canalizzazione di scolo delle acque piovane, evitando accuratamente l’accumulo di detriti che ostacolino il deflusso delle acque;

• A tutti i conduttori degli orti e degli appezzamenti di terreno, di privilegiare l’annaffiatura diretta tramite pompa o con contenitore da riempire di volta in volta e da svuotare completamente dopo l’uso e di chiudere con coperchi a tenuta o con rete zanzariera fissata e ben tesa gli eventuali serbatoi d’acqua;

• A tutti i proprietari e responsabili di depositi, di attività industriali, artigianali e commerciali che utilizzano spazi aperti, con particolare riferimento alle attività di rottamazione e in genere di stoccaggio di materiali di recupero, di adottare tutti i provvedimenti per evitare le raccolte d’acqua;

• Ai gestori di depositi, anche temporanei, di copertoni per attività di riparazione, rigenerazione e vendita ed ai detentori di copertoni in generale: di stoccarli, dopo averli svuotati di eventuali raccolte d’acqua al loro interno, al coperto od in containers dotati di coperchio o, se all’aperto , proteggerli con teli impermeabili in modo da evitare raccolte d’acqua sui teli stessi; di ridurre al minimo i tempi di stoccaggio dei copertoni fuori uso, per evitare accumuli di acqua, concordando con le imprese di smaltimento tempi brevi di prelievo; di provvedere in caso di documentata impossibilità a coprire i copertoni stoccati all’aperto, ad eseguire dei periodici trattamenti larvicidi e/o adulticidi comunicando la data, il nominativo della ditta di disinfestazione che effettua il trattamento, il prodotto impiegato ed altra eventuale modalità organizzativa , via fax o via e mail al Servizio” Controllo Specie Infestanti e Programmazione Interventi” del 10. Dipartimento Tutela Ambientale e del Verde – Protezione civile

(Fax 0667105456  e_mail: rita.didomenicantonio@comune.roma.it)

• Agli amministratori di condominio di comunicare entro il 15 Luglio 2013, al Servizio” Controllo Specie Infestanti e Programmazione Interventi” del 10 Dipartimento Tutela Ambientale e del Verde — Protezione civile

(Fax 0667105456  e_mail: rita.didomenicantonio@comune.roma.it) attraverso la compilazione di un apposito modulo, scaricabile dalla pagina internet di Roma Capitale, Dipartimento Tutela Ambientale e del Verde — Protezione Civile, voce del Menu – Zanzara tigre, l’elenco dei condomini da loro amministrati per i quali sia stato attivato un programma di disinfestazione per il controllo della diffusione della zanzara tigre. ( Modulo 1 per amministratori che usufruiscono dei servizi di disinfestazione di un’unica ditta per tutti i condomini amministrati – Modulo 2 per amministratori che usufruiscono dei servizi di più ditte di disinfestazione per tutti i condomini amministrati ) –  (Trattamenti larvicidi e/o adulticidi,  la loro cadenza, il nominativo dei prodotti impiegati e della ditta che ha eseguito l’attività la quale deve essere regolarmente iscritta alla Camera di Commercio).

La responsabilità per eventuali inadempienze, che saranno sanzionate nella misura non inferiore ad Euro 50,00 e non superiore ad Euro 500,00, sarà Imputata in solido a colui che risulterà avere titolo per disporre legittimamente del sito o dei siti dove tali inadempienze avranno avuto luogo, a meno che non dimostri che la violazione non sia a lui ascrivibile. Qualora il pagamento della suddetta sanzione avvenga entro il termine di cui all’art. 16 della legge n. 689 del 1981, si applica quanto ivi previsto in materia di pagamento in misura ridotta.

Nel caso di inosservanza di quanto previsto dalla presente Ordinanza, l’esecuzione degli interventi necessari, previa redazione di Rapporto Amministrativo indirizzato al Municipio di competenza territoriale, avverrà d’ufficio e la relativa spesa sarà a carico degli inadempienti secondo le procedure e modalità vigenti in materia.

I Municipi, a mezzo della Polizia Municipale, e i Dipartimenti di Prevenzione delle A.S.L. sono incaricati delle attività di controllo dell’esecuzione del presente provvedimento; i suddetti soggetti sono altresì incaricati di comminare le previste sanzioni ai trasgressori.

Il presente provvedimento è reso noto alla cittadinanza tramite pubblici avvisi, nonché comunicazioni alle associazioni di categoria direttamente interessate e l’affissione all’Albo Pretorio per tutto il tempo di validità del provvedimento.

Si provvederà ad informare la cittadinanza dell’emissione del presente provvedimento anche attraverso il sito internet di

ROMA CAPITALE      http://www.comune.roma.it.

Copia del presente atto può essere richiesta presso l’Ufficio Relazioni con il Pubblico dei Municipi e del 10.Dipartimento “Tutela Ambientale e del Verde – Protezione civile”.

Avverso la presente Ordinanza é ammesso, entro il termine di sessanta giorni dalla pubblicazione sull’Albo Pretorio, ricorso al Tribunale Amministrativo del Lazio.

ordinanza

Disinfestazione Processionaria del pino

Processionaria del pino (Traumatocampa pityocampa)

 

In questo periodo dell’anno, ossia in primavera, chi abita in prossimità delle piante di pino può incappare in un lungo serpentello formato da molte  larve. Se si guarda attentamente  la fila si possono vedere graziosi  bruchi pieni di ciuffetti che, uno dietro  l’altro, formano una processione, è la processionaria del pino. Queste larve ogni anno scendono, strisciando lungo i tronchi delle piante di pino, alla ricerca di un luogo congeniale per andare ad interrarsi ed impuparsi diventando insetto adulto sotto forma di una graziosa falena.

Nonostante si presenti come un’elegante bruco, la processionaria del pino è una larva molto pericolosa sia per l’uomo che per gli animali. Nei periodi in cui le larve della processionaria sono attive, ovvero in inverno ed inizio primavera, le larve sono provviste di peli urticanti, che possono staccarsi dal loro corpo e aderire facilmente sui tessuti, sulla pelle e sulle mucose dell’uomo. Questi peli, a causa della loro particolare struttura sotto  forma di aculei seghettati,  penetrano nei tessuti rilasciando istamina, provocando  reazioni urticanti e allergiche, a volte persino shock anafilattico in soggetti particolarmente sensibili. La reazione che i peli delle larve della processionaria del pino hanno sugli animali sono molto più gravi,  in quanto colpiscono in maniera diretta le mucose delle narici, provocando gravi conseguenze infiammatorie che posso arrivare a soffocare l’animale, e della lingua provocando la distruzione del tessuto e perdita di parte della lingua. Si rende necessario, quindi, attuare tutte quelle precauzioni e prevenzioni atte per far si che questa graziosa, ma pericolosissima, larva sia resa innocua.

Processionaria come intervenire?

  • In primavera inoltrata ed in estate, quando le larve della processionaria sono imbozzolate nel terreno ed hanno lasciato  i loro nidi vuoti, ma contenenti i loro peli urticanti che con il vento possono entrare in contatto con l’uomo o con gli animali causando gli stessi danni sopra citati,  si interviene per la lotta alla processionaria del pino  mediante l’asportazione e la rimozione dei nidi dalla pianta infestata per poi procedere alla distruzione tramite la bruciatura degli stessi.

 

  • Durante l’autunno, le larve della processionaria  appena nate, formano i loro prenidi mentre si spostano alla ricerca di cibo ed in questo periodo non sono provviste di peli urticanti, sono meno pericolose ma è bene prevenirsi. Quindi, è necessario asportare i prenidi,  bruciarli e trattare le piante infestate con Bacillus thuringiensis, un batterio sporigeno che agisce da larvicida, danneggia  il  tratto digerente delle larve liberando delle tossine che le paralizza causandone la morte.

 

  • Da fine agosto a fine gennaio, in alternativa ai trattamenti autunnali con il Bacillus, si può procedere per mezzo di  trattamenti Endoterapici , attraverso i quali  viene iniettato all’interno del ciclo linfatico della pianta un insetticida sistemico assimilato dalle larve durante il loro pasto dei teneri e giovani aghi del pino.

 

  • Con l’arrivo della primavera, nel periodo fine febbraio inizio marzo, si procede con lo stesso trattamento descritto per il periodo autunnale.

 

La Frog Service opera attivamente alla lotta obbligatoria contro la Processionaria del pino nel rispetto delle normative descritte dal Servizio Fitosanitario Regionale secondo quanto prevede il D. M. del 30/10/2007.

 

 

 

Cimice dei letti-Scienze

 A letto con il nemico
  
Le cimici dei letti sono tornate.

 Riuscirà la scienza a fermarle?

di Kenneth F. Haynes 

“Le cimici dei letti sono nemici formidabili. Il loro piccolo corpo piatto, gli permette di nascondersi nella più piccola delle crepe, rimanendo in attesa fino all’arrivo della notte, così da potersi nutrire sulle loro vittime addormentate con il favore delle tenebre.”
 
  Per leggere l’intero articolo clicca QUI 

 

Un sentito ringraziamento al periodico scientifico  “Le Scienze” che ci ha gentilmente concesso la pubblicazione dell’articolo.

LE ZANZARE

    Zanzara Tigre  (Aedes albopictus)    (video zanzara tigre) 

Le zanzare tigre sono di colore nero con righe bianche. Depositano, nelle zone asciutte soggette a immersione, le uova dalla forma ellittica, che da bianche diventano nere con il passare dei giorni. La larva  posizionata a 45° vive nell’acqua per poi trasformarsi in pupa, lo sviluppo da uovo ad adulto avviene  in  6-8 giorni in base alla temperatura. Il loro habitat è nei recipienti con poca acqua stagnante. La zanzara tigre è attratta dai colori intensi in modo particolare dal nero. Punge solo la femmina al fine di trarre nutrimento per se e per le uova, particolarmente dopo l’alba e prima del tramonto ma anche durante il giorno. Dalle zone di loro permanenza si spostano, colonizzando altre aree percorrendo distanze di 400-500 metri, lasciandosi trasportare dal vento.Volano ad un’altezza di 1-1,5 metri. Nelle ore più calde si rifugiano nelle siepi e nella bassa vegetazione. Svernano sotto forma di uova in attesa di riprendere il ciclo riproduttivo con l’arrivo dei primi caldi e delle prime piogge.

                                Zan­zara comune  (Culex pipiens)

La zanzara comune, ha come caratteristica il volo ronzante, non percorre grandi distanze, punge di preferenza al crepuscolo e di notte. Può entrare nelle abitazioni attirata dalla luce e dalla presenza di persone, individua la vittima percependo le emissioni di anidride carbonica, acido lattico e sostanze volatili emesse con il sudore. Depone le uova nelle zone più svariate: tombini, cisterne, depuratori, reti di scolo, acque luride con forte carica organica anche se fortemente inquinate, acque limpide con presenza di sostanze organiche di origine vegetale, stagni, paludi, fossati e piccole raccolte d’acqua ferma,  anche temporanee. L’ovodeposizione avviene generalmente di sera. Le femmine feconde svernano rifugiandosi in luoghi nascosti e tranquilli spesso costruiti dall’uomo come: cantine, stalle, magazzini, garage, cantine, soffitte, fognature ecc., in questo periodo, qualora le condizioni diventino favorevoli, possono pungere.

Solo la femmina della zanzara si nutre di sangue, mentre il maschio succhia il nettare e la linfa delle piante. Il maschio ha lunghe antenne sfrangiate con cui percepisce le vibrazioni provenienti dalla zanzara femmina.