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Disinfestazione Processionaria del pino

Processionaria del pino (Traumatocampa pityocampa)

 

In questo periodo dell’anno, ossia in primavera, chi abita in prossimità delle piante di pino può incappare in un lungo serpentello formato da molte  larve. Se si guarda attentamente  la fila si possono vedere graziosi  bruchi pieni di ciuffetti che, uno dietro  l’altro, formano una processione, è la processionaria del pino. Queste larve ogni anno scendono, strisciando lungo i tronchi delle piante di pino, alla ricerca di un luogo congeniale per andare ad interrarsi ed impuparsi diventando insetto adulto sotto forma di una graziosa falena.

Nonostante si presenti come un’elegante bruco, la processionaria del pino è una larva molto pericolosa sia per l’uomo che per gli animali. Nei periodi in cui le larve della processionaria sono attive, ovvero in inverno ed inizio primavera, le larve sono provviste di peli urticanti, che possono staccarsi dal loro corpo e aderire facilmente sui tessuti, sulla pelle e sulle mucose dell’uomo. Questi peli, a causa della loro particolare struttura sotto  forma di aculei seghettati,  penetrano nei tessuti rilasciando istamina, provocando  reazioni urticanti e allergiche, a volte persino shock anafilattico in soggetti particolarmente sensibili. La reazione che i peli delle larve della processionaria del pino hanno sugli animali sono molto più gravi,  in quanto colpiscono in maniera diretta le mucose delle narici, provocando gravi conseguenze infiammatorie che posso arrivare a soffocare l’animale, e della lingua provocando la distruzione del tessuto e perdita di parte della lingua. Si rende necessario, quindi, attuare tutte quelle precauzioni e prevenzioni atte per far si che questa graziosa, ma pericolosissima, larva sia resa innocua.

Processionaria come intervenire?

  • In primavera inoltrata ed in estate, quando le larve della processionaria sono imbozzolate nel terreno ed hanno lasciato  i loro nidi vuoti, ma contenenti i loro peli urticanti che con il vento possono entrare in contatto con l’uomo o con gli animali causando gli stessi danni sopra citati,  si interviene per la lotta alla processionaria del pino  mediante l’asportazione e la rimozione dei nidi dalla pianta infestata per poi procedere alla distruzione tramite la bruciatura degli stessi.

 

  • Durante l’autunno, le larve della processionaria  appena nate, formano i loro prenidi mentre si spostano alla ricerca di cibo ed in questo periodo non sono provviste di peli urticanti, sono meno pericolose ma è bene prevenirsi. Quindi, è necessario asportare i prenidi,  bruciarli e trattare le piante infestate con Bacillus thuringiensis, un batterio sporigeno che agisce da larvicida, danneggia  il  tratto digerente delle larve liberando delle tossine che le paralizza causandone la morte.

 

  • Da fine agosto a fine gennaio, in alternativa ai trattamenti autunnali con il Bacillus, si può procedere per mezzo di  trattamenti Endoterapici , attraverso i quali  viene iniettato all’interno del ciclo linfatico della pianta un insetticida sistemico assimilato dalle larve durante il loro pasto dei teneri e giovani aghi del pino.

 

  • Con l’arrivo della primavera, nel periodo fine febbraio inizio marzo, si procede con lo stesso trattamento descritto per il periodo autunnale.

 

La Frog Service opera attivamente alla lotta obbligatoria contro la Processionaria del pino nel rispetto delle normative descritte dal Servizio Fitosanitario Regionale secondo quanto prevede il D. M. del 30/10/2007.

 

 

 

Lotta Punteruolo Rosso

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI DECRETO 7 febbraio 2011

Misure di emergenza per il controllo del Punteruolo rosso della palma Rhynchophorus ferrugineus (Olivier). Recepimento decisione della Commissione 2007/365/CE e sue modifiche.

IL MINISTRO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI

Vista la direttiva n. 2000/29/CE del Consiglio, dell’8 maggio 2000,concernente le misure di protezione contro l’introduzione nella Comunità di organismi nocivi ai vegetali o ai prodotti vegetali e contro la loro diffusione nella Comunità, e successive modificazioni;

Visto il decreto legislativo n. 267 del 18 agosto 2000 «Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali»;

Visto il decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 214, relativo all’attuazione della direttiva 2002/89/CE concernente le misure di protezione contro l’introduzione e la diffusione nella Comunità di organismi nocivi ai vegetali o ai prodotti vegetali;

Vista la decisione della commissione 2007/365/CE del 25 maggio 2007 che stabilisce misure d’emergenza per impedire l’introduzione e la diffusione nella Comunità di Rhynchophorus ferrugineus (Olivier);

Vista la decisione della commissione 2008/776/CE del 06 ottobre 2008 che modifica la decisione 2007/365/CE che stabilisce misure d’emergenza per impedire l’introduzione e la diffusione nella Comunità di Rhynchophorus ferrugineus (Olivier);

Vista la decisione della commissione 2010/467/CE del 17 agosto 2010 che modifica la decisione 2007/365/CE relativamente ai vegetali sensibili e alle misure da adottare nei casi in cui è identificato il Rhynchophorus ferrugineus (Olivier);

Visto il decreto ministeriale 9 Novembre 2007 “Disposizioni sulla lotta obbligatoria contro il punteruolo rosso della palma Rhynchophorus ferrugineus (Olivier). Recepimento decisione della Commissione 2007/365/CE (G.U. n. 37 del 13-2-2008);

Visto il decreto del Ministro dell’Interno 5 agosto 2008 “Incolumità pubblica e sicurezza urbana. Interventi del sindaco”;

Ritenuto di dover aggiornare le norme nazionali per il controllo e l’eradicazione del Rhynchophorus ferrugineus a quanto disposto dalla decisione della commissione 2010/467/CE del 17 agosto 2010;

Considerato che quasi tutte le piante attaccate da Rhynchophorus ferrugineus sono ubicate in ambiente urbano e possono rappresentare un grave pericolo per l’incolumità dei cittadini;

Ritenuto ai sensi dell’art. 54, comma 2 del decreto legislativo n. 267 del 18 agosto 2000, al fine di prevenire ed eliminare gravi pericoli che minacciano l’incolumità pubblica per la presenza di piante infestate da Rhynchophorus ferrugineus, di coinvolgere i sindaci dei comuni nei quali stata accertata la presenza dell’insetto, nell’applicazione sui territori di loro competenza, delle misure fitosanitarie volte al controllo e all’eradicazione di Rhynchophorus ferrugineus;

Acquisito il parere del Comitato fitosanitario nazionale, di cui all’art. 52 del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 214, espresso nella seduta del 20 e 21 ottobre 2010;

Acquisito il parere favorevole della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province Autonome di Trento e di Bolzano, espresso nella seduta del 16 dicembre 2010.

Decreta

Art. 1

Scopi generali

1. Il presente decreto ha lo scopo di impedire l’introduzione e la diffusione all’interno del territorio della Repubblica italiana del Punteruolo rosso della palma, Rhynchophorus ferrugineus (Olivier).

2. La lotta contro l’insetto Rhynchophorus ferrugineus è obbligatoria nel territorio della Repubblica italiana al fine di contrastarne l’insediamento e la diffusione.

Art. 2

Definizioni

1. Ai fini del presente decreto si intende per:

a) «organismo nocivo»: il coleottero curculionide Rhynchophorus ferrugineus (Olivier), in ogni suo stadio di sviluppo;

b) «vegetali sensibili»: le piante il cui fusto alla base ha un diametro superiore a 5 cm, di: Areca catechu, Arecastrum romanzoffianum (Cham) Becc, Arenga pinnata, Borassus flabellifer, Brahea armata, Butia capitata, Calamus merillii, Caryota maxima, Caryota cumingii, Chamaerops humilis, Cocos nucifera, Corypha gebanga, Corypha elata, Elaeis guineensis, Howea forsteriana, Jubea chilensis, Livistona australis, Livistona decipiens, Metroxylon sagu, Oreodoxa regia, Phoenix canariensis, Phoenix dactylifera, Phoenix theophrasti, Phoenix sylvestris, Sabal umbraculifera, Trachycarpus fortunei e Washingtonia spp.;

c) «zona di produzione»: un singolo appezzamento o un insieme di appezzamenti che può essere considerato come una singola unità produttiva o un’unica realtà aziendale. Questa può includere luoghi di produzione gestibili separatamente ai fini della difesa fitosanitaria.

2. In base alle indagini ufficiali di cui all’art. 6 sono definite:

a) «zona infestata»: zona compresa nel raggio di almeno un chilometro dal punto dove la presenza dell’organismo nocivo è stata confermata e che comprende tutti i vegetali sensibili che presentano suoi sintomi, e, se necessario, tutti i vegetali sensibili che appartengono allo stesso lotto al momento della messa in coltivazione;

b) «zona di contenimento»: zona infestata per la quale i risultati dei controlli annuali degli ultimi 3 anni hanno evidenziato l’impossibilità dell’eliminazione dell’organismo nocivo e per la quale si ritiene che entro il periodo supplementare di un anno non possa avvenire l’eradicazione come definito al punto 3 dell’Allegato alla decisione della Commissione 2010/467/UE;

c) «zona cuscinetto»: fascia perimetrale di almeno 10 km a partire dal confine della zona infestata;

d) «zona delimitata»: l’area costituita dall’insieme della «zona infestata», della «zona di contenimento» e della «zona cuscinetto».

Art. 3

 Divieti

1. È vietata l’introduzione, la diffusione e la detenzione dell’organismo nocivo nel territorio nazionale.

Art. 4

Importazione di vegetali sensibili

I vegetali sensibili possono essere introdotti nel territorio della Repubblica italiana unicamente nel caso in cui:

a) sono conformi alle prescrizioni fissate al punto 1 dell’allegato I;

b) al loro ingresso nel territorio della Repubblica italiana sono sottoposti ad ispezioni da parte dei Servizi fitosanitari regionali di cui all’art. 50 del decreto legislativo n. 214 del 19 agosto 2005, conformemente al Titolo VIII dello stesso decreto legislativo, e ne siano dichiarati indenni.

Art. 5

 Spostamenti di vegetali sensibili all’interno del territorio nazionale

I vegetali sensibili originari del territorio della Repubblica italiana o importati nel territorio della Repubblica italiana in conformità dell’articolo 4 possono essere spostati all’interno del territorio della Repubblica italiana unicamente se soddisfano le condizioni fissate all’allegato I, punto 2.

Art. 6

Indagini e notifiche

1. I proprietari o detentori a qualsiasi titolo di vegetali sensibili che sospettino o accertino la comparsa dell’organismo nocivo in aree ritenute indenni sono obbligati a darne immediata comunicazione al Servizio fitosanitario regionale a norma dell’art. 8 del decreto legislativo n. 214/2005.

2. I Servizi fitosanitari regionali, eseguono annualmente indagini ufficiali per rilevare l’eventuale presenza dell’organismo nocivo o determinare eventuali indizi di infestazione dei vegetali sensibili attraverso ispezioni sistematiche, con la collaborazione delle amministrazioni comunali per quanto di loro competenza. I risultati di tali indagini sono notificati al Servizio fitosanitario centrale entro il 31 gennaio di ogni anno unitamente a:

a) una versione aggiornata del piano d’azione adottato a norma del punto 3 dell’allegato II, comprese le misure ufficiali conformemente al punto 2 dell’allegato II.

b) un elenco aggiornato delle zone delimitate, comprese informazioni aggiornate inerenti la loro descrizione e la loro localizzazione cartografica.

3. I Servizi fitosanitari regionali, qualora accertino la comparsa dell’organismo nocivo in zone precedentemente risultate indenni, ne danno immediata comunicazione al Servizio fitosanitario centrale.

4. Il Servizio fitosanitario centrale notifica:

a) alla Commissione, entro il 28 febbraio di ogni anno, i risultati delle predette indagini annuali;

b) alla Commissione e agli altri Stati membri, entro cinque giorni e per iscritto, la comparsa dell’organismo nocivo in zone precedentemente risultate indenni di cui al comma 3.

Art. 7

 Misure fitosanitarie in zone delimitate e piani d’azione

1. Quando dai risultati delle indagini o notifiche di cui all’articolo 6, o da informazioni di qualsiasi altra origine, si rilevano indizi della presenza dell’organismo nocivo nel territorio di competenza, il Servizio fitosanitario regionale deve tempestivamente:

a) fissare una zona delimitata a norma del punto 1 dell’allegato II;

b) elaborare e attuare un piano d’azione in tale zona delimitata, a norma del punto 3 dell’allegato II, comprese le misure ufficiali, conformemente al punto 2 dell’allegato II.

2. Dell’istituzione delle zone delimitate di cui all’art. 2 con relativa cartografia e piani di azione viene data contestuale comunicazione al Servizio fitosanitario centrale, che ne informa la Commissione e gli altri Stati membri entro un mese dalla notifica effettuata a norma dell’articolo 6, paragrafo 4, lettera b).

3. I Servizi fitosanitari regionali garantiscono che il piano d’azione e le misure tecniche di cui al punto b) del paragrafo 1 dell’articolo 7, siano attuate da dipendenti pubblici tecnicamente qualificati e debitamente autorizzati e/o da agenti o operatori qualificati, oppure almeno sotto la diretta supervisione degli enti ufficiali competenti.

4. I Servizi fitosanitari regionali possono derogare all’obbligo di fissare una zona delimitata di cui alla lettera a), comma 1, nei casi in cui dai controlli e dalle notifiche di cui all’articolo 6, oppure da informazioni di qualsiasi altra origine, sia comprovato che:

a) i vegetali risultati infestati facciano parte unicamente di una partita di vegetali sensibili e siano ubicate al centro di una zona con un raggio di 10 km nella quale l’organismo specifico non era stato precedentemente riscontrato;

b) la partita sia stata introdotta all’interno della zona interessata da non più di 5 mesi e fosse già infestata al momento dell’introduzione; e

c) prendendo in considerazione principi scientifici validi, la biologia dell’organismo, il livello di infestazione, il periodo dell’anno e la particolare distribuzione dei vegetali sensibili nella Repubblica Italiana, non si sia manifestato alcun rischio di diffusione dell’organismo specifico dal momento dell’introduzione della partita contaminata nella zona in questione. In tali casi i Servizi fitosanitari regionali elaborano un piano d’azione conformemente al punto 3 dell’allegato II, ma possono decidere di non definire una zona delimitata e di limitare le misure ufficiali di cui al punto 3 dell’allegato II alla distruzione del materiale infestato, attuando al contempo un programma di controllo intensificato in una area di almeno 10 km attorno alla zona infestata nonchè misure volte a tracciare il relativo materiale vegetale;

5. I Servizi fitosanitari regionali attuano le misure fitosanitarie nelle zone delimitate sulla base dei piani di azione regionali predisposti in conformità con il piano di azione nazionale che è approvato dal Comitato Fitosanitario Nazionale di cui all’art. 52 del D.Lgs. 214/2005.

Art. 8

 Attuazione del piano d’azione

1. I Servizi fitosanitari regionali, quando accertano la presenza dell’organismo nocivo prescrivono ai proprietari le misure fitosanitarie da attuare, le quali sono adottate in conformità al piano di azione.

2. I Servizi fitosanitari regionali, notificano alle Amministrazioni comunali interessate, oltre al piano di azione regionale anche le misure di cui al comma 1, ai fini della valutazione di pericolo per la pubblica incolumità di cui all’art. 54, comma 2 del decreto legislativo. n. 267 del 18 agosto 2000.

3. Le amministrazioni comunali, qualora ravvisino situazioni di pericolo per la pubblica incolumità o pericolo di scadimento della qualità del patrimonio ambientale urbano derivanti dalla presenza di vegetali di palma infestate sui territori di loro competenza, provvedono all’attuazione degli interventi ritenuti più idonei secondo i piani di azione stabiliti dal Servizio fitosanitario regionale competente per territorio.

Art. 9

Azioni divulgative e formative

1. I Servizi fitosanitari regionali, danno massima divulgazione della pericolosità dell’insetto, della conoscenza dei sintomi e delle tecniche di lotta e prevenzione.

2. I Servizi fitosanitari regionali predispongono piani formativi finalizzati a qualificare gli operatori che devono attuare le misure tecniche previste dal piano di azione.

Art. 10

 Misure finanziarie

1. Le misure obbligatorie derivanti dall’applicazione del presente decreto sono a cura e spese dei proprietari o conduttori, a qualsiasi titolo, dei luoghi ove sono presenti piante sensibili.

2. Le regioni al fine di prevenire gravi danni per l’economia e per l’ambiente ed il paesaggio possono stabilire interventi di sostegno connessi all’attuazione del presente provvedimento.

Art. 11

Sanzioni

1. Chiunque non ottemperi alle disposizioni di cui al presente decreto è punito con le sanzioni amministrative previste dall’art. 54 del decreto legislativo n. 214/2005.

Art. 12

Disposizioni finali

1. Il presente decreto annulla e sostituisce il decreto ministeriale 9 Novembre 2007 “Disposizioni sulla lotta obbligatoria contro il punteruolo rosso della palma Rhynchophorus ferrugineus (Olivier). Recepimento decisione della Commissione 2007/365/CE. Il presente decreto ha carattere d’urgenza ed entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana.

Roma, 7 febbraio 2011     Il Ministro: Galan

ALLEGATO I

1. Prescrizioni specifiche relative all’importazione

 Fermo restando quanto disposto dall’allegato III, parte A, punto 17 e dall’allegato IV, parte A, sezione I, punti 34, 36.1 e 37 del decreto legislativo n. 214/2005, i vegetali sensibili originari di paesi terzi devono essere accompagnati da un certificato, come previsto dal comma 1, lettera d). dell’art. 36 del suddetto decreto, che indica alla rubrica «Dichiarazione supplementare» che i vegetali sensibili, compresi quelli raccolti in habitat naturali sono stati coltivati:

a) per tutto il loro ciclo di vita in un paese in cui non si conoscono manifestazioni dell’organismo nocivo; oppure

b) per tutto il loro ciclo di vita in luoghi di produzione che il Servizio nazionale per la protezione dei vegetali del Paese di origine ha riconosciuto indenni, conformemente alle norme internazionali per le misure fitosanitarie; e alla rubrica «Paese di origine» indica la denominazione della zona indenne; oppure

c) durante un periodo di almeno un anno prima dell’esportazione sono stati coltivati in un luogo di produzione:

i) registrato e controllato dal Servizio nazionale per la protezione dei vegetali nel paese di origine e

ii) in cui i vegetali si trovano in un sito a protezione fisica totale per impedire l’introduzione dell’organismo nocivo o sono stati utilizzati trattamenti preventivi adeguati;

iii) in cui non sono state rilevate manifestazioni dell’organismo nocivo nel corso dei controlli ufficiali effettuati almeno ogni tre mesi o immediatamente prima dell’esportazione.

2. Condizioni per gli spostamenti

Tutti i vegetali sensibili originari della Repubblica italiana o importati in Italia in conformià con l’art. 4 possono essere spostati all’interno della Comunità Europea soltanto se sono accompagnati da un Passaporto delle piante CE compilato ed emesso in conformità alla direttiva 92/105/CEE della Commissione e sono stati coltivati:

a) per tutto il loro ciclo di vita in una regione, Stato membro o in un Paese terzo dove non si conoscono manifestazioni dell’organismo nocivo; oppure

b) per tutto il loro ciclo di vita in luoghi di produzione che il Servizio Fitosanitario regionale o il Servizio nazionale per la protezione dei vegetali di un Paese terzo hanno riconosciuto indenni conformemente alle norme internazionali per le misure fitosanitarie; oppure

c) in un luogo di produzione dove durante un periodo di due anni prima dello spostamento:

i) i vegetali sensibili sono stati tenuti in un sito a protezione fisica totale per impedire l’introduzione dell’organismo nocivo oppure sottoposti ad applicazione di trattamenti preventivi adeguati; e

ii) non sono state riscontrate manifestazioni dell’organismo nocivo nei controlli ufficiali effettuati almeno ogni tre mesi; oppure

d) se importati in conformità del punto 1, lettera c), del presente allegato, sono stati coltivati dal momento dell’introduzione nel territorio della Repubblica Italiana in un luogo di produzione in cui, durante un periodo di almeno un anno prima dello spostamento:

i) i vegetali sensibili erano situati in sito a protezione fisica totale con reti metalliche per impedire l’introduzione e/o la diffusione dell’organismo specifico; e

ii) non sono state riscontrate manifestazioni dell’organismo specifico nei controlli ufficiali effettuati almeno ogni tre mesi.

ALLEGATO II

1. Fissazione delle zone delimitate

La delimitazione esatta delle zone di cui al comma 2 dell’Art. 2 deve basarsi su principi scientifici validi, sulla biologia dell’organismo nocivo, sul livello di contaminazione, sul periododell’anno e sulla particolare distribuzione dei vegetali sensibili nella regione interessata. Se la presenza dell’organismo specifico è confermata al di fuori della zona infestata la delimitazione delle zone andrà modificata di conseguenza. Nei casi in cui diverse zone cuscinetto si sovrappongano o siano vicine dal punto di vista geografico si dovrà definire una zona delimitata più ampia che includa le varie zone delimitate e le zone tra di esse. In base ai controlli annuali di cui al comma 2 dell’Art. 6, se l’organismo specifico non è identificato nella zona delimitata per un periodo di tre anni tale zona è abolita e non sono più necessarie le misure previste al punto 2 del presente allegato.

2. Misure ufficiali nelle zone delimitate

 Delle misure ufficiali di cui all’articolo 7, paragrafo 1, lettera b), da adottare nelle zone delimitate fanno parte almeno:

a) adeguate misure volte all’eliminazione dell’organismo specifico comprendenti:

i) distruzione, oppure, se del caso, risanamento meccanico completo dei vegetali sensibili infestati;

ii) misure volte a prevenire la diffusione dell’organismo specifico durante gli interventi di distruzione o disinfestazione mediante l’applicazione di trattamenti chimici nelle immediate vicinanze;

iii) trattamento adeguato dei vegetali sensibili infestati;

iv) se del caso, impiego di tecniche di cattura massale con trappole a feromone nelle zone infestate;

v) se del caso, sostituzione di vegetali sensibili con vegetali non sensibili;

vi) qualsiasi altra misura che possa contribuire all’eliminazione dell’organismo specifico;

b) misure relative al monitoraggio intensivo per verificare la presenza dell’organismo specifico tramite ispezioni e metodi adeguati, comprese le trappole a feromone almeno nelle zone infestate;

c) se necessario, misure specifiche per affrontare qualsiasi particolarità o complicazione che possa essere ragionevolmente ritenuta in grado di prevenire, impedire o ritardare l’attuazione delle misure, in particolare quelle relative all’accessibilità e all’eliminazione adeguata di tutti i vegetali sensibili, infestati o sospetti, indipendentemente dalla loro ubicazione, dal fatto che siano di proprietà pubblica o privata o dalla persona o ente che ne è responsabile.

3. Elaborazione e attuazione dei piani d’azione

Il piano d’azione di cui all’articolo 7, paragrafo 1, lettera b), contiene una descrizione dettagliata delle misure ufficiali da adottare al fine di eliminare l’organismo specifico. Comprende inoltre un termine entro cui attuare ciascuna di tali misure. Il piano d’azione tiene conto della norma internazionale per le misure fitosanitarie – ISPM n. 9 e si basa su un approccio integrato conformemente ai principi fissati dalla norma internazionale per le misure fitosanitarie – ISPM n. 14. Nelle zone di contenimento di cui all’Art. 2, comma 2, lettera b) il piano d’azione e la relativa attuazione si concentrano innanzitutto sul contenimento e sulla soppressione dell’organismo specifico nella zona infestata, mantenendo l’eliminazione come obiettivo di più lungo termine. Il piano d’azione riguarda almeno le misure ufficiali di cui al punto 2. Esso prende in considerazione tutte le misure elencate al punto 2, lettera a), e illustra i motivi che hanno portato alla selezione delle misure da attuare, descrivendo la situazione, i dati scientifici e i criteri alla base della scelta di tali provvedimenti.

I retroscena dello smaltimento delle palme nelle discariche autorizzate

Abbattimento palme

In base al regolamento previsto dal Servizio Fitosanitario Regionale, tutte le palme affette da punteruolo rosso (Rhynchophorus ferrugineus Olivier), se non possono essere curate, devono essere abbattute secondo delle normative vigenti e smaltite in discariche autorizzate. Il criterio di smaltimento, delle palme abbattute, viene valutato dallo stesso regolamento del Servizio Fitosanitario, il quale permette di poter portare alla discarica autorizzata per il trattamento della palma,  solo la parte della palma affetta nel quantitativo in cui si rileva la presenza oggettiva del punteruolo rosso. Le norme del Servizio Fitosanitario stabiliscono inoltre che il resto della palma, non infetta, può essere smaltito, sempre in discarica autorizzata, come normalissimo materiale vegetale.

Le discariche autorizzate a questo tipo di smaltimento non sono molte e bisogna ricordare che i costi di smaltimento per il materiale infetto sono abbastanza alti, mentre quelli del materiale vegetale non infetto sono più contenuti. Per entrambi i tipi di materiale, i costi sono riferiti al peso e, se si tiene conto che una palma è composta principalmente di acqua si può immaginare l’eccessivo peso e i relativi costi, un metro di palma pesa più o meno 6 quintali.

Alla luce di questo, le ditte che effettuano gli abbattimenti delle palme, portano il materiale, sia infetto che non, in discarica per smaltirlo come da normativa.

Ed è qui che le ditte hanno la sorpresa!

Alcune discariche, ricevendo il rifiuto vegetale portato dalle ditte che hanno effettuato l’abbattimento, e che precedentemente hanno separato l’infetto dal non infetto, lo accettano solo considerandolo totalmente infetto senza fare la prescritta differenzazione calcolando “chiaramente” il costo nettamente più alto. In questo modo ci guadagnano un bel po!!!!

Ci sono discariche che addirittura smaltiscono il materiale considerandolo tutto infetto partendo da un minimo di “tot” peso, anche se il materiale da smaltire risultasse di peso molto inferiore rispetto al minimo stabilito. Esempio:se la palma abbattuta viene portata in una discarica dove il minimo accettato per materiale infetto è di peso pari a 20 quintali e la palma ne pesa 11, viene comunque considerata come materiale infetto del peso di 20 quintali e di conseguenza viene applicato un costo maggiore rispetto a quello reale.

Purtroppo gli abbattimenti sono all’ordine del giorno visto il dilagare del punteruolo rosso e le discariche autorizzate essendo poche sul territorio fanno loro le regole, condizionando i costi per i servizi di abbattimento che le ditte specializzate devono presentare al cliente possessore di palme infette. Gravando sui portafogli aumentano le possibilità che le palme non vengano abbattute secondo le normative vigenti o, ancora peggio, che non vengano smaltite in discariche autorizzate, ma tagliate e gettate nei cassonetti o lasciate ai margini delle strade poco trafficate, aumentando il dilagare dell’infestazione.

Una delle discariche che applica il sistema di controllo sui costi ed il materiale da smaltire, non tenendo in considerazione le norme del servizio fitosanitario regionale, si trova in provincia di Latina.

In conclusione è vero che i costi per l’abbattimento di una palma infetta sono alti ma non sempre sono le ditte che eseguono l’abbattimento ad arricchirsi e a far si che le palme vengano lasciate marcire.

Determina C0472 DEL 03 03 2010 palme punteruolo rosso

OGGETTO: D.M. 9/11/2007 “Misure di profilassi fitosanitaria contro la diffusione del punteruolo rosso delle palme Rhynchophorus ferrugineus – nuova delimitazione delle aree infestate anno 2010”.

IL DIRETTORE DEL DIPARTIMENTO ECONOMICO OCCUPAZIONALE
su proposta del Direttore Regionale Agricoltura

VISTA la Legge Regionale 18 febbraio 2002 n. 6, concernente: “Disciplina del sistema organizzativo della Giunta e del Consiglio e disposizioni concernenti la dirigenza ed il personale regionale” e successive modificazioni;

VISTO il Regolamento di organizzazione degli Uffici e dei Servizi della Giunta Regionale n. 1 del 6 settembre 2002 e successive modificazioni;

VISTA la decisione della Commissione della Comunità Europea n. 2007/365/CE del 25 maggio 2007, che stabilisce misure d’emergenza per impedire l’introduzione e la diffusione nella Comunità di Rhynchophorus ferrugineus (Olivier);

VISTA la decisione della Commissione della Comunità Europea n. 2008/776/CE del 6 ottobre 2008 che modifica la decisione 2007/365/CE, limitatamente alle specie sensibili;

VISTO il Decreto Legislativo 18 agosto 2000, n. 267, concernente: “Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali” che all’art. 54 definisce le attribuzioni del sindaco nei servizi di competenza statale;

VISTO il Decreto Legislativo 19 agosto 2005, n. 214, concernente: “Attuazione della direttiva 2002/89/CE concernente le misure di protezione contro l’introduzione e la diffusione nella Comunità di organismi nocivi ai vegetali o ai prodotti vegetali” che, tra l’altro, affida le attività di controllo fitosanitario ai Servizi fitosanitari regionali i quali, ai sensi dell’articolo 50 lettere g) ed i), possono:

– prescrivere, sul territorio di propria competenza, tutte le misure ufficiali ritenute necessarie, ivi compresa la distruzione di vegetali e prodotti vegetali ritenuti contaminati o sospetti tali, nonché dei materiali di imballaggio, recipienti o quant’altro possa essere veicolo di diffusione di organismi nocivi ai vegetali o ai prodotti vegetali;

– istituire zone caratterizzate da uno specifico status fitosanitario e prescrivere per tali zone tutte le misure fitosanitarie ritenute idonee a prevenire la diffusione di organismi nocivi, compreso il divieto di messa a dimora e l’estirpazione delle piante ospiti di detti organismi;

VISTA la Legge Regionale 11 giugno 1996, n. 20, concernente: “Disciplina del Servizio Fitosanitario Regionale in attuazione della Direttiva 91/683/CEE del Consiglio del 19.12.1991 e del Decreto Legislativo 30.12.1992, n. 536”;

VISTO il decreto del MIPAAF 9 novembre 2007, concernente: “Disposizioni sulla lotta obbligatoria contro il punteruolo rosso della palma Rhynchophorus ferrugineus (Olivier).
Recepimento decisione della Commissione 2007/365/CE del 25 maggio 2007” che all’articolo 2, comma 2 definisce:

– “zona insediamento”: area in cui la diffusione dell’organismo nocivo è tale che non si ritiene più possibile la sua eradicazione dopo l’applicazione per un triennio di misure fitosanitarie mirate all’eliminazione dell’organismo nocivo. In tali zone sono adottate specifiche misure di contenimento secondo le indicazioni fornite dal Comitato fitosanitario nazionale di cui all’art.52 del decreto legislativo 214/05;

– “zona infestata”: area compresa nel raggio di un chilometro dal punto dove si è riscontrata la presenza dell’organismo nocivo su una o più specie di piante sensibili e dove sono adottate le misure volte all’eradicazione. E’ considerata “zona infestata” anche l’area perimetrale interna della zona di insediamento, della larghezza di un chilometro;

– “zona cuscinetto”: fascia perimetrale di almeno 10 km a partire dal confine della zona infestata.

VISTO il Decreto del Ministero dell’Interno 5 agosto 2008, concernente: “Incolumità pubblica e sicurezza urbana: definizione e ambiti di applicazione”, che all’articolo 2 definisce l’ambito di intervento del Sindaco anche in situazioni in cui si verificano comportamenti che danneggiano il patrimonio pubblico e privato o che ne impediscono la fruibilità e determinano lo scadimento della qualità urbana;

VISTA la D.G.R. 5 giugno 2007, n. 390 concernente: “Misure di profilassi fitosanitaria contro la diffusione del punteruolo rosso delle palme Rhynchophorus ferrugineus”, predisposta quando la decisione della Commissione della Comunità Europea n. 2007/365/CE non era stata ancora pubblicata, con la quale, in assenza di atti prescrittivi di lotta obbligatoria nazionale, ai sensi dell’art. 50 del DLgs n. 214 del 19 agosto 2005 è stata definita “zona focolaio” la porzione di territorio regionale in cui è stata accertata ufficialmente la presenza del punteruolo rosso della palma e sono state indicate le misure fitosanitarie obbligatorie per la sua eradicazione;

VISTA la Determinazione Dirigenziale 29/07/2008, n. C1813 concernente: “Misure di profilassi fitosanitaria contro la diffusione del punteruolo rosso delle palme Rhynchophorus ferrugineus, modifiche ed integrazioni. Definizione aree delimitate D.M. 9/11/2007”, con la quale è stata delimitata come “zona infestata”, la porzione di territorio regionale in cui è stata accertata ufficialmente la presenza del punteruolo rosso della palma, e la relativa “zona cuscinetto” e sono state individuate le misure fitosanitarie obbligatorie per la sua eradicazione;

VISTA la Determinazione Dirigenziale 13.05.2009, n. C1068 concernente: “D.M. 9.11.2007 -Misure di profilassi fitosanitaria contro la diffusione del punteruolo rosso delle palme Rhynchophorus ferrugineus, nuova delimitazione delle aree infestate”, con la quale sono state dichiarate “zona di insediamento” le aree del territorio regionale in cui non è più ritenuta possibile l’eradicazione del punteruolo rosso della palma;

VISTE le “Linee guida per l’adozione delle misure fitosanitarie per il controllo del Rhynchophorus ferrugineus – Punteruolo rosso della palma”, approvate dal Comitato Fitosanitario Nazionale nella seduta del 21.01.2010 ai sensi dell’art. 2, comma 2, del decreto del MIPAAF 9 novembre 2007, da adottare nelle zone di insediamento;

CONSIDERATO che dai monitoraggi effettuati successivamente alla delimitazione di cui alla Determinazione Dirigenziale 13.05.2009, n. C1068, risulta ampliato il territorio regionale infestato dal punteruolo rosso dove non si ritiene possibile la sua eradicazione, stante la contiguità di questo territorio con quelli precedentemente individuati come “zona insediamento”;

CONSIDERATO che, ai sensi e per gli effetti del decreto MIPAAF 9 novembre 2007, il punteruolo rosso è organismo nocivo da sottoporre a interventi obbligatori volti al suo contenimento e che all’osservanza di tali obblighi sono tenuti i proprietari e/o i conduttori di vegetali di palma a qualsiasi titolo, con oneri a proprio carico, ai sensi dell’art. 11 dello stesso Decreto Ministeriale e dell’art. 56 del D.Lgs n. 214 del 19 agosto 2005;

CONSIDERATO che:

– il Servizio fitosanitario Regionale attua costantemente il monitoraggio su tutto il territorio regionale;

– nella “zona insediamento” l’organismo nocivo è ampiamente diffuso;

– la sintomatologia dell’infestazione da punteruolo rosso a carico dei vegetali di palme è chiara ed evidente;

– per il contenimento dell’insetto è necessario intervenire tempestivamente alla comparsa dei sintomi;

CONSIDERATO che i tempi per l’accertamento di conferma delle segnalazioni e l’ emissione dell’atto prescrittivo delle misure fitosanitarie da attuare, stante l’ampia diffusione territoriale dell’infestazione e l’elevato numero di segnalazioni, rallentano le azioni di contenimento del parassita che devono essere intraprese con la massima tempestività;

CONSIDERATO che, per i motivi sopra elencati, nella “zona insediamento”, l’accertamento di conferma delle segnalazioni effettuate dai proprietari o conduttori a qualsiasi titolo delle palme infestate, non è sempre indispensabile al fine di attuare le misure fitosanitarie obbligatorie per l’abbattimento delle palme, in quanto i proprietari o conduttori a qualsiasi titolo delle palme infestate non hanno interesse a fornire comunicazione di infestazione non veritiera che li danneggerebbe;

CONSIDERATO, altresì, che i vegetali di palma infestati da punteruolo rosso e da questo portati a completa devitalizzazione, oltre a rappresentare fonte di ulteriore diffusione dell’organismo nocivo, possono costituire pericolo per la pubblica incolumità, per effetto dell’instabilità del tronco e del distacco delle pesanti foglie, indotti dall’erosione causata dalle larve di punteruolo rosso;

CONSIDERATO che, diverse amministrazioni comunali laziali, per effetto dell’art. 8 del decreto MIPAAF 9 novembre 2007 e con i poteri conferiti dal combinato disposto dell’art. 54 del Decreto Legislativo 18 agosto 2000, n. 267 e dell’art. 2 del Decreto del Ministero dell’Interno 5 agosto 2008 “Incolumità pubblica e sicurezza urbana: definizione e ambiti di applicazione”, hanno assunto, con propri atti, funzioni di controllo dell’infestazione imponendo interventi di contenimento secondo le modalità stabilite dal Servizio Fitosanitario Regionale, al fine di limitare la diffusione dell’organismo nocivo, tutelare la pubblica incolumità e il decoro urbano;

CONSIDERATO che, come dimostrato dai risultati delle recenti sperimentazioni condotte sul territorio nazionale, le palme in cui l’organismo nocivo non ha completamente compromesso l’apice vegetativo possono essere oggetto di interventi di risanamento e, pertanto, è necessario regolamentare tali interventi;

RITENUTO sulla base delle risultanze dei monitoraggi espletati, di dover ampliare, ai sensi dell’articolo 2, del decreto MIPAAF 9 novembre 2007, la delimitazione della “zona di insediamento” del Rhynchophorus ferrugineus, e della relativa “zona cuscinetto”;

RITENUTO di dover approvare le misure fitosanitarie, contenute negli allegati I e II al presente provvedimento e di esso facenti parte integrante e sostanziale, per il controllo del punteruolo rosso nella “zona insediamento”, redatte sulla base delle “Linee guida per l’adozione delle misure fitosanitarie per il controllo del Rhynchophorus ferrugineus – Punteruolo rosso della palma”, approvate dal Comitato Fitosanitario Nazionale nella seduta del 22/1/2010;

RITENUTO che nella “zona di insediamento”, l’accertamento da parte del Servizio Fitosanitario Regionale, per la conferma delle segnalazioni da parte dei soli proprietari o conduttori a qualsiasi titolo delle palme infestate non è sempre indispensabile in quanto rallenta le azioni di contenimento del parassita che devono essere intraprese con la massima tempestività;

RITENUTO che è necessario imporre nella “zona insediamento”, ai sensi dell’art. 7 del decreto MIPAAF 9 novembre 2007, ai proprietari e/o i conduttori di vegetali di palma a qualsiasi titolo, a conoscenza dello stato infestato dei propri vegetali, di adottare immediatamente le misure fitosanitarie di cui all’allegato I della presente determinazione, con l’obbligo di notifica al Servizio Fitosanitario Regionale ed al Comune sul cui territorio è ubicata la palma infestata, attraverso l’apposito modello di cui all’Allegato II, fermo restante gli accertamenti effettuati dal Servizio Fitosanitario Regionale;

RITENUTO che le Amministrazioni Comunali, per effetto dell’art. 8 del decreto MIPAAF 9 novembre 2007 e del combinato disposto dell’art. 54 del Decreto Legislativo 18 agosto 2000, n. 267 e dell’art. 2 del Decreto del Ministero dell’Interno 5 agosto 2008 “Incolumità pubblica e sicurezza urbana: definizione e ambiti di applicazione”, possono concorrere utilmente alla salvaguardia delle palme attraverso la verifica sull’esecuzione delle misure prescritte nella presente determinazione, anche attraverso l’emanazione di atti per la loro attuazione al fine di tutelare la pubblica incolumità e il decoro urbano;

DETERMINA per quanto in premessa, ai sensi del D.M. 9 novembre 2007 “Disposizioni sulla lotta obbligatoria contro il punteruolo rosso della palma Rhynchophorus ferrugineus (Olivier)”

A) di delimitare, ai sensi dell’articolo 2, punto 2, lettera a) del D.M. 9/11/2007, quale “zona insediamento” le aree coincidenti con l’intero territorio dei comuni dove la presenza del Rhynchophorus ferrugineus è tale da non ritenersi più possibile la sua l’eradicazione, di seguito elencati:

ZONE DI INSEDIAMENTO DEL PUNTERUOLO ROSSO

PROVINCIA COMUNI

LATINA

APRILIA, CISTERNA DI LATINA, CORI, FONDI, FORMIA, GAETA, ITRI, LATINA, LENOLA, MINTURNO, MONTE SAN BIAGIO, PONTINIA, PRIVERNO, PROSSEDI, ROCCASECCA DEI VOLSCI, SABAUDIA, SAN FELICE CIRCEO, SERMONETA, SEZZE, SONNINO, SPERLONGA, SPIGNO SATURNIA, TERRACINA.

VITERBO TARQUINIA.

FROSINONE

ALATRI, BOVILLE ERNICA, CECCANO, CERVARO, FALVATERRA, FROSINONE, GIULIANO DI ROMA, PASTENA, PICO, ROCCASECCA, VEROLI, SAN GIOVANNI INCARICO, SAN VITTORE DEL LAZIO, VILLA SANTO STEFANO.

ROMA

ALBANO LAZIALE, ALLUMIERE, ANGUILLARA SABAZIA, ANZIO, ARDEA, ARICCIA, BRACCIANO, CASTEL GANDOLFO, CERVETERI, CIAMPINO, CIVITAVECCHIA, FIUMICINO, FONTE NUOVA, FRASCATI, GALLICANO NEL LAZIO, GENZANO DI ROMA, GROTTAFERRATA, GUIDONIA MONTECELIO, LADISPOLI, LANUVIO, LARIANO, MARINO, MONTE COMPATRI, MONTE PORZIO CATONE, NEMI, NETTUNO, PALESTRINA, POMEZIA, ROCCA DI PAPA, ROCCA PRIORA, ROMA, SAN SECAREO, SANTA MARINELLA, TIVOLI, TOLFA, VELLETRI, ZAGAROLO.

B) di delimitare, ai sensi dell’articolo 2, punto 2, lettera c) del D.M. 9/11/2007 quale “zona cuscinetto”, nella quale è in atto il monitoraggio intensivo, le aree coincidenti con l’intero territorio dei comuni dove non è stata accertata la presenza del Rhynchophorus ferrugineus, ricadenti nella fascia perimetrale di almeno 10 km a partire dal confine della zona insediamento, così individuate:

ZONE CUSCINETTO

PROVINCIA COMUNI

LATINA

BASSIANO, CAMPODIMELE, CASTELFORTE, MAENZA, NORMA, ROCCAGORGA, ROCCA, MASSIMA, SANTI COSMA E DAMIANO.

ROMA

ARTENA, CAMPAGNANO DI ROMA, CANALE MONTERANO, CAPENA, CAPRANICA, PRENESTINA, CARPINETO ROMANO, CASAPE,  CASTEL MADAMA, CASTELNUOVO DI PORTO, CASTEL SAN PIETRO ROMANO, CAVE, CICILIANO, COLLEFERRO, COLONNA, FIANO ROMANO, FORMELLO, GAVIGNANO, GENAZZANO, GORGA, LABICO, MAGLIANO ROMANO, MANZIANA, MARCELLINA, MAZZANO ROMANO, MENTANA, MONTELANICO, MONTELIBRETTI, MONTEROTONDO, MORICONE, MORLUPO, OLEVANO ROMANO, PALOMBARA SABINA, PISONIANO, POLI, RIANO, ROCCA DI CAVE, ROCCAGIOVINE, SACROFANO, SAMBUCI, SAN GREGORIO DA SASSOLA, SAN POLO DEI CAVALIERI, SANT’ANGELO ROMANO, SAN VITO ROMANO, SEGNI, TREVIGNANO ROMANO, VALMONTONE, VICOVARO.

FROSINONE

ACQUAFONDATA, ACUTO, ANAGNI, AMASENO, AQUINO, ARCE, ARNARA, ARPINO, AUSONIA, BELMONTE CASTELLO, BROCCO STELLA, CAMPOLI APPENNINO, CASALATTICO, CASSINO, CASTELLIRI, CASTROCIELO, CASTRO DEI VOLSCI, CASTENUOVO PARANO, CEPRANO, COLFELICE, COLLEPARDO, COLLE SAN MAGNO, CORENO AUSONIO, ESPERIA, FERENTINO, FIUGGI, FONTANA LIRI, FONTECHIARI, FUMONE, GUARCINO, ISOLA DEL LIRI, MONTE SAN GIOVANNI CAMPANO, MOROLO, PATRICA, PESCOSOLIDO, PIEDIMONTE SAN GERMANO, PIGNATARO INTERAMNA, POFI, PONTECORVO, POSTA FIBRENO, ROCCA D’ARCE, RIPI, SAN GIORGIO A LIRI, SANT’AMBROGIO SUL GARIGLIANO, SANT’ANDREA DEL GARIGLIANO, SANTA POLLINARE, SANT’ELIA FIUMERAPIDO, SANTOPADRE, SGURGOLA, SORA, STRANGOLAGALLI, SUPINO, TERELLE, TORRE CAJETANI, TORRICE, TRIVIGLIANO, VALLECORSA, VALLEMAIO, VALLEROTONDA, VICALVI, VICO NEL LAZIO, VILLA SANTA LUCIA, VITICUSO.

VITERBO

ARLENA DI CASTRO, BARBARANO ROMANO, BASSANO ROMANO, BLERA, CANINO, CAPRANICA, MONTEROSI, MONTALTO, MONTE ROMANO, NEPI, SUTRI, TESSENNANO, TUSCANIA, VEIANO, VITERBO, VETRALLA, VILLA SAN GIOVANNI IN TUSCIA.

C) di approvare le misure fitosanitarie che devono essere attuate nella “zona insediamento”, per il controllo del punteruolo rosso, contenute nei sotto elencati allegati facenti parte integrante e sostanziale del presente provvedimento:

  • · allegato I “Misure fitosanitarie obbligatorie da eseguire nella zona insediamento”;
  • · allegato II “Notifica di esecuzione misure fitosanitarie su palme infestate da punteruolo rosso”.

D) di prescrivere l’obbligo, “nella zona insediamento”, ai proprietari e/o i conduttori a qualsiasi titolo di vegetali di palma infestati da punteruolo rosso, ai sensi dell’art. 8 del decreto MIPAAF 9 novembre 2007 e dell’art. 50, lettere g) e i) del DLgs n. 214 del 19 agosto 2005, di:

_ attuare immediatamente le misure fitosanitarie così come individuate nell’allegato I alla presente determinazione,

previa

_ notifica, secondo l’apposito modello di cui all’Allegato II alla presente determinazione, al Servizio Fitosanitario Regionale ed al Comune sul cui territorio è ubicata la palma infestata. Tutti gli oneri derivanti dall’esecuzione delle misure fitosanitarie imposte, sono a carico dei proprietari e/o i conduttori a qualsiasi titolo di vegetali di palma, ai sensi dell’art. 11 del sopracitato Decreto Ministeriale 9/11/2007e dell’art. 56 del DLgs n. 214 del 19 agosto 2005.

E) Le Amministrazioni Comunali i cui territori ricadono in zona di insediamento concorrono alla salvaguardia delle palme attraverso la verifica sull’esecuzione delle misure prescritte nella presente determinazione, anche attraverso l’emanazione di atti per la loro attuazione al fine di tutelare la pubblica incolumità e il decoro urbano, per effetto del combinato disposto dell’art. 54 del Decreto Legislativo 18 agosto 2000, n. 267 e dell’art. 2 del Decreto del Ministero dell’Interno 5 agosto 2008 “Incolumità pubblica e sicurezza urbana: definizione e ambiti di applicazione”.

F) Nella zona cuscinetto ed in quella indenne vige l’obbligo che chiunque sospetti o accerti la comparsa dell’organismo nocivo deve darne immediata comunicazione al Servizio Fitosanitario Regionale che dispone specifici accertamenti. La mancata esecuzione delle misure fitosanitarie, ai sensi dell’art. 54, comma 23, del DLgs n. 214 del 19 agosto 2005, comporta la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 500 ad euro 3.000. Le presente determinazione, a motivo dell’emergenza fitosanitaria, entra in vigore il giorno stesso della sua adozione e sarà pubblicata sul Sito internet e sul Bollettino Ufficiale della Regione Lazio.

Il Direttore del Dipartimento

Dott. Guido Magrini

Allegato I – MISURE FITOSANITARIE OBBLIGATORIE DA ESEGUIRE NELLA ZONA INSEDIAMENTO

Le misure fitosanitarie di seguito descritte, costituiscono l’insieme degli interventi obbligatori che i proprietari e/o i conduttori a qualsiasi titolo di vegetali di palma infestati da punteruolo rosso (Rhynchophorus ferrugineus) devono attuare immediatamente per contenere la diffusione e la dannosità dell’organismo nocivo nelle aree della Regione Lazio delimitate come “zona di insediamento”, notificando preventivamente al Servizio Fitosanitario Regionale ed al Comune sul cui territorio è ubicata la palma infestata, le misure fitosanitarie che intende eseguire, secondo l’apposito modello di cui all’Allegato II alla presente determinazione.

A. Abbattimento di palme infestate dal punteruolo rosso L’abbattimento di una palma infestata da punteruolo rosso è finalizzato alla distruzione dell’organismo nocivo che è presente al suo interno in forma di colonia, nei suoi diversi stadi evolutivi di larva, pupa (in pupari) ed adulto. Nella quasi totalità dei casi, la colonia infestante si insedia nella porzione apicale della palma, prediligendo come nutrimento i tessuti della grossa ed unica gemma. Le gallerie larvali sono pure presenti nei tessuti vegetali circostanti la gemma, ed i pupari sono di norma posizionati negli strati più superficiali dello stipite e spesso emergono dai grossi e carnosi piccioli fogliari. Pertanto la parte di fusto che non presenta gallerie e/o cavità e/o marciumi, può ritenersi non infestata. Sotto il profilo fitosanitario, la distruzione della porzione infestata, con le modalità sotto indicate, è obbligatoria e necessaria a realizzare l’eradicazione dell’infestazione dal vegetale. Si ritiene opportuno che sia abbattuta contemporaneamente alla parte infestata, anche la parte in cui non sono presenti gallerie e/o cavità e/o marciumi, in quanto se lasciata in “piedi”, tale porzione di vegetale perde di stabilità e rappresenta quindi un rischio per persone, animali e cose ad essa circostanti. La parte non infestata costituisce un residuo vegetale che non richiede particolari misure di distruzione e smaltimento, se non quelle previste per qualsiasi altro residuo vegetale e può essere effettuato in modo differenziato e differito nel tempo, rispetto alla porzione infestata, purché la porzione di fusto, eventualmente lasciata in piedi, sia trattata con paste protettive per impedire reinfestatazioni. Nel caso in cui l’infestazione riguardi la parte basale del fusto, è obbligatorio eseguire gli interventi di abbattimento e distruzione dell’intera pianta.

Si prescrive pertanto l’abbattimento e lo smaltimento della parte infestata del vegetale, che si identifica con la parte di fusto in cui sono visibili gallerie e/o cavità e/o marciumi, conformemente alle sotto elencate misure fitosanitarie:

  • · operare evitando giorni con forte piovosità, che possono rallentare l’esecuzione degli interventi, e giornate con ventosità eccessiva, che possono favorire il volo degli adulti;
  • · coprire l’area sottostante la proiezione della chioma della pianta da abbattere con teli di plastica dello spessore di almeno 0,40 millimetri, al fine di impedire la caduta del materiale infestato sul terreno nudo e di agevolare le operazioni di raccolta delle parti vegetali tagliate e di tutti gli stadi di sviluppo dell’insetto caduti accidentalmente al suolo;
  • · predisporre il cantiere di lavoro con almeno due operatori, di cui uno addetto ai tagli in sommità e uno a terra per consentire la raccolta immediata e tempestiva dei materiali di risulta;
  • · asportare le foglie e coprire l’apice vegetativo con imballaggi avvolgenti (reti antinsetto o teloni di plastica di adeguato spessore e resistenza);
  • · procedere con il taglio della palma a sezioni successive, osservando con cura la sezione di taglio, considerando che la parte infestata del vegetale si esaurisce solo quando non sono più visibili gallerie e/o cavità e/o marciumi;
  • · raccogliere e confinare in imballaggi avvolgenti (reti antinsetto o teloni di plastica di adeguato spessore e resistenza) tutti i residui infestati depositati sul telone di plastica;
  • · procedere alla soppressione tempestiva di tutti gli stadi di sviluppo dell’insetto, che potrebbero accidentalmente liberarsi nell’area circostante ricorrendo a qualsiasi mezzo idoneo quali: la raccolta manuale con confinamento in recipienti chiusi e attivati con sostanze insetticide, l’eliminazione per compressione meccanica, la bruciatura con bruciatori a gas;
  • · procedere alla distruzione ed allo smaltimento dei materiali di risulta infestati mediante idoneo trattamento termico o triturazione meccanica fine, assicurandosi che i materiali di risulta ottenuti abbiano dimensioni inferiori ai 2 cm;
  • · qualora non sia possibile effettuare la distruzione in loco, e sia necessario trasportare il materiale infestato in un sito diverso da quello di abbattimento, è necessario confinare lo stesso in imballaggi avvolgenti (reti antinsetto o teloni di plastica di adeguato spessore e resistenza) e/o utilizzare per il trasporto camion chiuso o telonato, per impedirne dispersioni accidentali;
  • · trasmettere al Servizio Fitosanitario Regionale a mezzo fax n.06/51686828, entro e non oltre i 15 giorni dallo smaltimento, apposita documentazione comprovante il corretto trattamento e smaltimento del materiale infestato, quale garanzia di corretta attuazione delle misure fitosanitarie sopra individuate. Nel caso di lavori effettuati da terzi, la corretta esecuzione dei lavori va attestata dalla ditta che ha effettuato i lavori, qualora invece lo smaltimento venga effettuato mediante un idoneo trattamento termico da parte dell’obbligato, la documentazione è costituita da un’autodichiarazione resa ai sensi del D.P.R. n. 445 del 28 dicembre 2000 dal proprietario della palma comprovante l’avvenuto corretto smaltimento del materiale infestato. Il Servizio Fitosanitario Regionale si riserva di intervenire in tutte le fasi di attuazione delle misure fitosanitarie, al fine di verificarne la corretta esecuzione e prevenire abusi.

B. Interventi curativi per le palme ai primi stadi di infestazione

Qualora le palme infestate dal punteruolo rosso, non siano del tutto compromesse per devitalizzazione dell’apice vegetativo, i proprietari e/o i conduttori a qualsiasi titolo di vegetali di palma possono, tenuto anche conto del valore ambientale di taluni vegetali, in alternativa all’abbattimento, eseguire interventi curativi allo scopo di ottenere un risanamento del vegetale. Si fa presente che palme sottoposte a questi interventi, se pur risanate, sono comunque suscettibili di successive infestazioni da parte del punteruolo rosso. Le operazioni di risanamento devono essere richieste dal proprietario o conduttore a qualsiasi titolo dei vegetali di palma con spese a proprio carico e sotto la propria responsabilità e devono essere effettuate con le modalità sotto elencate:

  • · trattamenti ad azione insetticida con l’impiego di prodotti fitosanitari registrati, privilegiando le modalità di applicazione a basso impatto ambientale;
  • · trattamenti di potatura di risanamento, effettuati da personale specializzato, consistenti nella rimozione del materiale vegetale infestato e copertura delle superfici di taglio attraverso mastici attivati con prodotti insetticidi e fungicidi.

Tutto il materiale vegetale infestato rimosso deve essere distrutto mediante idoneo trattamento termico o con triturazione meccanica fine, assicurandosi che i materiali di risulta ottenuti abbiano dimensioni inferiori ai 2 cm.

Entro e non oltre 15 giorni dallo smaltimento, deve essere trasmessa al Servizio Fitosanitario Regionale a mezzo fax n.06/51686828, apposita documentazione comprovante il corretto trattamento e smaltimento del materiale infestato, quale garanzia di corretta attuazione delle misure fitosanitarie sopra individuate. Nel caso di lavori effettuati da terzi, la corretta esecuzione dei lavori va attestata dalla ditta che ha effettuato i lavori, qualora invece lo smaltimento venga effettuato mediante un idoneo trattamento termico da parte dell’obbligato, la documentazione è costituita da un’autodichiarazione resa ai sensi del D.P.R. n. 445 del 28 dicembre 2000 dal proprietario della palma comprovante l’avvenuto corretto smaltimento del materiale infestato. Il risultato positivo degli interventi di risanamento, deve essere comunicato al Servizio Fitosanitario Regionale, a mezzo fax al n. 0651686828, entro e non oltre i 6 mesi dal loro inizio. Qualora, invece, tali interventi non abbiano realizzato il risanamento della palma, la stessa deve essere abbattuta e smaltita, con gli obblighi e le modalità descritte al punto A, con tutti gli oneri a carico del proprietario, comunicando al Servizio Fitosanitario a mezzo fax al n.06/51686828, con un anticipo di almeno 5 giorni lavorativi, la data dell’ intervento per i dovuti controlli attraverso l’apposito modello di cui all’Allegato II alla presente determinazione. Il Servizio Fitosanitario Regionale si riserva di intervenire in tutte le fasi di attuazione delle misure fitosanitarie, al fine di verificarne la corretta esecuzione e prevenire abusi.

Al Servizio Fitosanitario Regionale Via Rosa Raimondi Garibaldi, 7 – 00145 – Roma Fax: 0651686828

Al Comune di _________________________

OGGETTO: Notifica di esecuzione misure fitosanitarie su palme infestate da punteruolo rosso.

Il/La sottoscritt_ ________________________________________nat_ a _________________________________ prov. ____

il ________________ residente in _________________________________________ Comune _________________________

prov. ______ Telefono ______________________________ Mail________________________________________________

in qualità di proprietario*; conduttore a qualsiasi tiolo* di n. ____ palme (specie:_____________________________)

ubicate in via __________________________________________ Comune _____________________________ prov. ______

con evidenti sintomi di infestazione da punteruolo rosso

DICHIARA E NOTIFICA

che in data:____________________ eseguirà sulla/e palma/e infestata/e dal punteruolo rosso la seguente misura fitosanitaria*:

A. Abbattimento e distruzione della/e propria/e palma/e in quanto definitivamente compromessa/e dall’infestazione

del punteruolo rosso, nel rispetto delle procedure sotto elencate, con tutti gli oneri a proprio carico:

_ le operazioni avverranno in assenza di pioggia e vento forte, coprendo l’area sottostante la proiezione della chioma della pianta da abbattere con teli di plastica dello spessore di almeno 0,40 millimetri;

_ il cantiere di lavoro sarà predisposto con almeno due operatori, di cui uno addetto ai tagli in sommità e uno a terra per consentire la raccolta immediata e tempestiva dei materiali di risulta;

_ il taglio della palma sarà effettuato a sezioni successive, avendo cura di asportare le foglie e coprire l’apice vegetativo con imballaggi avvolgenti (reti antinsetto o teloni di plastica di adeguato spessore e resistenza). L’operatore osserverà con cura la sezione di taglio, considerando che la parte infestata del vegetale si esaurisce solo quando non sono più visibili gallerie e/o cavità e/o marciumi;

_ tutti i residui infestati depositati sul telone di plastica a fine operazione saranno raccolti e confinati imballaggi avvolgenti (reti antinsetto o teloni di plastica di adeguato spessore e resistenza) e tutti gli stadi di sviluppo dell’insetto che potrebbero accidentalmente liberarsi durante le operazioni di abbattimento saranno tempestivamente soppressi;

_ qualora la distruzione e lo smaltimento dei materiali di risulta infestati non sia effettuata in loco, e sia necessario trasportarli in un sito diverso da quello di abbattimento, tutto il materiale infestato sarà confinato in imballaggi avvolgenti (reti antinsetto o teloni di plastica di adeguato spessore e resistenza) e/o trasportato con camion chiuso o telonato, per impedirne dispersioni accidentali;

_ la distruzione e lo smaltimento dei materiali di risulta infestati, avverrà mediante*:

_ idoneo trattamento termico;

_ triturazione meccanica fine, assicurandosi che i materiali di risulta ottenuti abbiano dimensioni inferiori ai 2 cm. Il sottoscritto si obbliga a trasmettere al Servizio Fitosanitario Regionale a mezzo fax n.06/51686828, entro e non oltre i 15 giorni dallo smaltimento, apposita documentazione comprovante il corretto trattamento e smaltimento del materiale infestato, quale garanzia di corretta attuazione delle misure fitosanitarie sopra individuate. Nel caso di lavori effettuati da terzi, la corretta esecuzione dei lavori va attestata dalla ditta che ha effettuato i lavori, qualora invece lo smaltimento venga effettuato mediante un idoneo trattamento termico da parte dell’obbligato, la documentazione è costituita da un’autodichiarazione resa ai sensi del D.P.R. n. 445 del 28 dicembre 2000 dal proprietario della palma comprovante l’avvenuto corretto smaltimento del materiale infestato.

B. Risanamento della/e propria/e palma/e in quanto infestata/e ad uno stadio iniziale, con tutti gli oneri a proprio carico, mediante la seguente procedura*:

_ trattamenti ad azione insetticida con l’impiego di prodotti fitosanitari registrati, privilegiando le modalità di applicazione a basso impatto ambientale;

_ trattamenti di potatura di risanamento, effettuati da personale specializzato, consistenti nella rimozione del materiale vegetale infestato e copertura delle superfici di taglio attraverso mastici attivati con prodotti insetticidi e fungicidi. Tutto il materiale vegetale infestato rimosso verrà distrutto secondo le procedure riportate al punto A, mediante*:

_ idoneo trattamento termico;

_ triturazione meccanica fine, assicurandosi che i materiali di risulta ottenuti abbiano dimensioni inferiori ai 2 cm. Il sottoscritto si obbliga a comunicare a questo Servizio Fitosanitario a mezzo fax al n.06/51686828, i risultati di tali interventi entro e non oltre 6 mesi dal loro inizio, ed a procedere, qualora tali interventi non consentano il risanamento della/e palma/e, al loro abbattimento e smaltimento secondo le procedure riportate al punto A, comunicando a questo Servizio Fitosanitario Regionale a mezzo fax al n.06/51686828 ed al Comune sul cui territorio è ubicata la palma, con un anticipo di almeno 5 giorni lavorativi, la data dell’intervento per i dovuti controlli;

Il sottoscritto dichiara di essere informato, ai sensi e per gli effetti di cui all’art. 10 della Legge 675/96, che i dati personali raccolti saranno trattati, anche con strumenti informatici, esclusivamente nell’ambito del procedimento per il quale la presente dichiarazione viene resa.

________________________________________ Il dichiarante

(luogo e data) ____________________________________

Allegato II NOTIFICA DI ESECUZIONE MISURE FITOSANITARIE SU PALME INFESTATE DA PUNTERUOLO ROSSO

La presente notifica debitamente compilata deve essere sottoscritta e inviata unitamente alla fotocopia leggibile di un documento di identità in corso di validità del dichiarante.

* Barrare con una croce l’opzione prescelta.