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Sara De Benedetto
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Gli infestanti Urbani e il ruolo del Biologo

Infestanti Urbani

I territori delle grandi città sono tipologie di ecosistema fortemente antropizzato e dunque soggette ad essere interessate dalla presenza di varie specie di animali , che possono essere considerate infestanti, appartenenti soprattutto agli insetti ed ai roditori.

Questi hanno trovato nell’aree urbane l’habitat ideale per il loro proliferare, in quanto sono stati favoriti nel loro sviluppo dalla scarsa sensibilità che l’uomo urbano ha nei riguardi dell’ambiente naturale e della scarsa conoscenza di informazioni biologiche.

Quanti pensano che i cosiddetti “cimiteri d’auto”, ad esempio possano risultare centri di diffusione di miriadi di zanzare, proliferate in pozze d’acqua stagnanti tra lamiere contorte o copertoni di ruote ormai consumati? E quanti sanno che i fanghi dei depuratori se non convenientemente trattati , sono un’ottima fonte di alimento per migliaia e migliaia di larve di mosche?

L’espansione urbana incontrollata, il boom demografico, le condizioni della vita moderna, i rifiuti gettati irresponsabilmente ed i cambiamenti climatici sono tutti fattori che forniamo agli infestanti per colonizzare aree urbane e le malattie ad esse correlate.

Le moderne forme di trasporto danno la possibilità ai viaggiatori  già contagiati di spostarsi rapidamente da un continente all’altro, arrivando a destinazione prima della comparsa dei sintomi. Questa stessa velocità nei viaggi facilita gli infestanti a propagarsi liberamente e rapidamente da un posto all’altro via terra, via mare, via aria.

E’ da ricordare il caso dell’Aedes albopictus, meglio conosciuta come zanzara tigre, importata accidentalmente nel 1990 e ormai divenuta membro stabile della nostra entomofauna. Nei paesi d’origine , Ae.albopictus è vettore di arbovirus esotici, quali quelli responsabili della Dengue e della febbre da Chikungunya virus, che è stato responsabile, nella tarda estate del 2007,  questa specie  di un focolaio epidemico,  occorso per la prima volta in Italia, precisamente in Emilia Romagna , con 204 casi accertati. Altro esempio è rappresentato dai numerosi focolai di una  encefalite equina da West Nile virus, responsabile della trasmissione di questa “zoonosi”, malattia animale accidentalmente trasmissibile anche all’uomo, sono zanzare del genere “Culex”, in particolare da Cx pipiens, la zanzara comune, ubiquitaria in Italia, importante solamente per il fastidio che arrecava soprattutto nelle notti d’estate.

Le zanzare non sono l’unico problema , da anni la popolazione di Blatta orientalis e di Periplaneta americana sono in aumento nelle reti fognarie e durante il periodo estivo si spostano verso i raccordi fognari dei condomini, giungendo poi nei singoli appartamenti. Da tempo sono state abbandonate le disinfestazioni invernali delle reti fognarie fino a rendere opportuna l’emanazione di specifiche ordinanze sindacali di lotta; anche in questo caso mancando una conoscenza della dinamica di popolazione delle blatte, gli interventi quando eseguiti, hanno solo carattere di urgenza e non conducono a un duraturo controllo dell’infestazione.

Nel corso degli anni le popolazioni degli infestanti non hanno subito sostanziali cambiamenti, ma per minimizzare i rischi per l’ambiente e tutelare la salute pubblica, l’approccio alla loro lotta è cambiato: si è passati da un metodo di controllo basato sull’impiego di insetticidi e derattizzanti ad una gestione integrata degli infestanti o Integrated Pest Management (IPM)  che integra le metodiche di lotta diretta con la prevenzione e il monitoraggio.

Questo approccio sviluppatosi in alcuni campi della difesa fitosanitaria, a partire dagli anni 80 per ridurre l’impatto della lotta a calendario (esecuzione di interventi a scadenze prefissate), introduce il concetto di valutazione delle condizioni ambientali prima di procedere all’esecuzione di un intervento di disinfestazione.

A questo punto si comprende l’importanza della figura del Biologo nell’attività di disinfestazione e derattizzazione.

IL Biologo per la sua tipologia di formazione conosce le caratteristiche biologiche e comportamentali dell’infestante, è in grado di individuare i motivi che hanno portato allo sviluppo della specie oltre i livelli tollerabili e quindi sa attuare differenti metodi di controllo biologici, chimici o fisici, limitando l’applicazione degli insetticidi e valutarne l’efficacia.

Pensiamo ad esempio alla scelta del formulato chimico,  ad esempio di un insetticida:

  • Profilo tossicologico dei principi attivi e dei principali coformulanti
  • Velocità dell’azione insetticida
  • Capacità di aderire a differenti tipologie di superfici
  • Comportamento del prodotto in presenza di specifiche condizioni climatiche non favorevoli (ad. esempio elevata T° C)

 

L’importanza delle scelte tecniche diviene, ancora più evidente quando si devono eseguire trattamenti di controllo degli infestanti estesi ad intere porzioni del suolo pubblico; è il caso delle campagne antilarvali per il contenimento delle popolazioni di zanzare.

Solo in alcune grandi città si ritrova, all’interno dell’Amministrazione Comunale, personale dotato di specifiche competenze ed esperienze; sul territorio Nazionale alcune attività di sorveglianza sono affidate ai tecnici degli Istituti Zooprofilattici, ad esempio quelli di Legnaro  (PD) e di Forlì sono impegnati nel monitoraggio e identificazione di zanzare che fungono da vettori per la WEST NILE VIRUS; in Veneto e in Emilia Romagna questa attività è coordinata dal Dipartimento di Prevenzione della Regione che provvede a diramare informazioni specifiche alle ASL e ai Sindaci.

In Italia a differenza di altre nazioni europee, non è previsto un percorso formativo per chi svolge servizi di disinfestazione civile; è allo studio la definizione di un percorso europeo di formazione e qualificazione e comunque non sarà attivato prima di alcuni anni, purtroppo  non vi sono corsi legalmente riconosciuti.

L’attività di disinfestazione  e derattizzazione sono regolamentate dalla legge 25.01.1994 n.82 “ Disciplina delle Attività di Pulizia, di Disinfezione, di Disinfestazione, di Derattizzazione e di Sanificazione” che costituisce una specie di Legge-quadro delle attività suddette e dal decreto attuativo del 7 Luglio 1997 n.274 del Ministero dell’Industria, che stabilisce i requisiti morali, finanziari e tecnici per essere iscritti nell’Albo Provinciale delle Imprese, istituito presso ogni Camera di Commercio.

Questa legge che è l’unica che affronta in Italia l’aspetto dei requisiti, che devono essere posseduti dal preposto alla gestione tecnica della ditta che offre servizi di disinfestazione e derattizzazione, ha sostanzialmente equiparato chi possiede una laurea in materie attinenti (biologia, agraria) a chi può dimostrare una esperienza lavorativa di almeno tre anni presso una azienda già autorizzata allo svolgimento dei servizi citati; ciò determina una carenza di aggiornamento che pone la maggior parte delle piccole imprese di disinfestazione in una posizione di inferiorità tecnica, quando sia necessario progettare un intervento basato su un programma di lotta integrata.

Pertanto, sarebbe molto utile per le aziende private che svolgono i servizi di disinfestazione e derattizzazione la figura del biologo per la formazione del personale che costituisce un aspetto rilevante dell’intero argomento.

Fonte: SCIENZE Ambiente e territorio, rivista Biologi Italiani redatto dalla Dott.sa Rita Di Domenicantonio Componente Commissione di Studio Ambiente e territorio- ONB Clicca qui per scaricare il PDF

Ordinanza derattizzazione del Comune di Roma n° 76 del 07 aprile 2016

Provvedimenti per il controllo delle infestazioni murine (ratti e topi) nelle aree del territorio Capitolino a tutela della salute pubblica.

derattizzazioni roma

PREMESSO

Che il territorio dell’area urbana di Roma rientra in una tipologia di ecosistema fortemente antropizzato e dunque soggetto alla presenza di varie specie animali, che possono essere considerate agenti infestanti;

che l’area urbana è la risultante di una notevole varietà di ambienti profondamente eterogenei, come aree residenziali, aree verdi di varie dimensioni, aree incolte e semi abbandonate, corsi d’acqua e reti fognarie, contesti nei quali la città garantisce nicchie ambientali facilmente colonizzabili dalle popolazioni murine (ratti e topi);

che le attività di controllo delle popolazioni di roditori infestanti (Rattus spp. e Mus spp.) costituiscono un aspetto di massima importanza, in considerazione delle notevoli e molteplici problematiche igienico sanitarie che la presenza di questa specie può comportare sul territorio cittadino;

che, all’interno dell’area cittadina, ratti e topi raramente si trovano a dover competere con altre specie per l’approvvigionamento di cibo e siti idonei e trovano un ambiente privo di molti dei loro predatori naturali;

che i fattori che possono predisporre un’area urbana all’insediamento da parte di roditori infestanti sono vari e riferibili ad aspetti di diversa natura, quali in particolare tutte le condizioni che favoriscono una alta concentrazione di risorse alimentari, derivanti da rifiuti solidi e liquidi prodotti dalle attività umane;

che questi materiali alimentari di vario genere, abbandonati dai cittadini o non correttamente conferiti, possono costituire una fonte inesauribile di cibo in grado di sostenere stabilmente intere popolazioni di ratti e topi, nonché di altre specie problematiche (quali, ad es., gabbiani)

che tra le caratteristiche etologiche più rilevanti della specie in oggetto si evidenziano senza dubbio l’altissima prolificità, data la possibilità di riproduzione lungo tutto l’arco dell’anno, la grande capacità d’adattamento e la notevole versatilità nella dieta, fattori che favoriscono la sopravvivenza degli individui indipendentemente dalle disponibilità in termini di tipologia e/o quantità di fonti alimentari;

Che le condizioni climatiche degli ultimi anni, caratterizzate da inverni miti, hanno favorito la fecondità e lo sviluppo delle colonie di queste specie;

Che per ottenere risultati apprezzabili è necessario che unitamente ad un determinato periodo di trattamento, sia esso effettuato con rodenticidi o con trappole meccaniche, sia sempre portata avanti un’azione continua sui principali fattori che favoriscono la popolazione murina,
che le attività di controllo devono essere effettuate secondo gli obiettivi propri della lotta integrata, nel rispetto dell’ambiente urbano, cercando di minimizzare quanto possibile l’utilizzo dei prodotti chimici ed attenendosi alle più recenti disposizioni in materia di gestione e utilizzo in sicurezza delle sostanze stesse;

Che l’Amministrazione Capitolina, intende realizzare nell’anno 2016 una campagna di comunicazione, per informare e sensibilizzare i cittadini, sui corretti comportamenti da adottare per contrastare l’infestazione di questo specie;

Visto l’art.32 della Legge n.833/78;
Vista l’Ordinanza Ministero della Salute, 10/02/2012, G.U. n.58 09/03/2012 “Norme sul divieto di utilizzo e di detenzione di esche o di bocconi avvelenati “;
Vista la normativa europea Direttiva n.128 del 2009 sull’utilizzo sostenibile dei pesticidi ;
Visto l’art. 50 del Decreto Legislativo n.267 del 18 agosto 2000;
Visto il vigente Regolamento comunale di Igiene;
Visto il Regolamento comunale per la gestione dei rifiuti urbani, approvato con Deliberazione n.105 del Consiglio Comunale di Roma il 12/05/2005;
Visto la Circolare del Ministero della Salute del 29 Marzo 2012 sulle misure di mitigazione del rischio per la salute umana in merito all’utilizzo di prodotti biocidi rodenticidi;

ORDINA

A tutti i proprietari e a coloro che a qualsiasi titolo abbiano disponibilità di immobili (edifici, costruzioni, locali, aree e spazi) nessuno riservato o escluso, di appartenenza di privati e di enti, nonché a tutti gli amministratori immobiliari, per gli spazi in condominio e di uso comune, al fine di contenere la diffusione della popolazione murina nel territorio di Roma Capitale di:
Non distribuire alimenti ai colombi, gabbiani e altri animali appartenenti alla fauna selvatica su aree pubbliche;
Mantenere pulite le aree esterne delle proprietà private (spazi destinati a giardini e a verde);
Eseguire lo sfalcio periodico dell’erba (almeno due volte all’anno) delle aree esterne alla proprietà o delle aree in conduzione;
Non abbandonare i rifiuti, con particolare riguardo a quelli di tipo organico, che devono essere conferiti negli appositi contenitori per la raccolta differenziata, attenendosi, inoltre, rigorosamente ai tempi previsti dalla modalità di raccolta porta a porta laddove sia attiva;
Provvedere ad idonea e periodica pulizia sia dei contenitori di raccolta del rifiuto organico che delle aree dove questi sono conservati;
Assicurare, in presenza di ratti e topi, un’idonea attività di derattizzazione avvalendosi di imprese di disinfestazione regolarmente registrate alla Camera di Commercio con relativo Responsabile Tecnico, che opereranno secondo le vigenti disposizioni, nel rispetto delle misure di mitigazione del rischio riportate nelle etichette ministeriali dei prodotti Biocidi utilizzati;
prevenire la diffusione dei roditori infestanti, evitando di accumulare in cantine, magazzini e spazi a cielo aperto rifiuti e oggetti che possano favorire la nidificazione dei roditori infestanti, eliminando anche aperture in scantinati e sottotetti.

ORDINA

altresì:
Ai proprietari, titolari o gestori di industrie alimentari connesse ad una delle fasi di produzione, trasformazione e distribuzione degli alimenti ad esclusione della produzione primaria: bar, ristoranti, tavole calde, pasticcerie, pizzerie, negozi alimentari, frutterie, gelaterie, supermercati, macellerie, pescherie, panifici e di aziende ricettive dove si svolge l’attività di deposito, produzione, commercio e somministrazione di prodotti alimentari, presenti nel territorio di Roma Capitale, di adottare le seguenti misure per il controllo delle popolazioni murine:

Effettuare adeguati interventi strutturali di impedimento all’accesso di ratti (Rattus spp.) e topi (Mus spp.), interventi definiti con il termine internazionale di “Rodent Proofing” in tutti i locali adibiti alle sopracitate attività. A tal fine si dovrà:

1. Chiudere tutti i fori, le fessure, ed i passaggi eventualmente presenti nelle pareti, pavimenti, soffitti, sia interni che esterni dell’industria alimentare sigillandoli con materiali adeguati: cemento, calcestruzzo, mattoni, schiume espanse, alluminio anodizzato, lastre metalliche e vetro;

2. Dotare ogni apertura con l’esterno (prese d’aria, tombini, bocche di lupo, ecc) di rete metallica a maglie non superiori ai 4 mm onde impedire il rifugio dei roditori infestanti;

3. Dotare finestre e porte comunicanti con l’esterno di chiusura ermetica e quest’ultime, se necessario, potranno essere provviste anche di un battiscopa di spazzole di plastica dura, atto ad eliminare ogni fessura;

4. Sigillare, ove possibile eliminare, intercapedini e contro-soffitti in quanto potenziali camminamenti per ratti e topi,

5. Rendere inaccessibili le unità esterne dei condizionatori, che possono costituire punti dove possono dissetarsi i ratti e topi con l’acqua di condensa, i locali caldaia, ove possono esserci condizioni di temperatura idonee alla nidificazione, i quadri elettrici e i locali di servizio, che possano costituire punti di richiamo e di rifugio.

6. Attuare un programma di monitoraggio (controllo periodico e sistematico), almeno una volta alla settimana, al fine di individuare tempestivamente l’eventuale presenza delle suddette specie.

La responsabilità per eventuali inadempienze, che saranno sanzionate nella misura non inferiore ad Euro 50,00 e non superiore ad Euro 500,00, sarà imputata in solido a colui che risulterà avere titolo per disporre legittimamente del sito o dei siti dove tali inadempienze avranno avuto luogo, a meno che non dimostri che la violazione non sia a lui ascrivibile. Qualora il pagamento della suddetta sanzione avvenga entro il termine di cui all’art. 16 della legge n. 689 del 1981, si applicherà quanto ivi previsto in materia di pagamento in misura ridotta.
Nel caso di inosservanza di quanto previsto dalla presente Ordinanza, l’esecuzione degli interventi necessari, previa redazione di Rapporto Amministrativo indirizzato al Municipio di competenza territoriale, avverrà d’ufficio e la relativa spesa sarà a carico degli inadempienti secondo le procedure e modalità vigenti in materia.

I Municipi, a mezzo della Polizia Municipale e avvalendosi del supporto dei competenti Dipartimenti di Prevenzione delle A.S.L., sono incaricati delle attività di controllo dell’esecuzione del presente provvedimento; i suddetti soggetti sono altresì incaricati di comminare le previste sanzioni ai trasgressori.

Dispone

Che il presente provvedimento sia immediatamente esecutivo, sia reso pubblico mediante affissione all’Albo Pretorio on line di Roma Capitale e reso noto alla cittadinanza e alle associazioni di categoria direttamente interessate tramite pubblici avvisi, sarà inoltre disponibile presso gli Uffici Relazioni con il Pubblico dei Municipi e del Dipartimento Tutela Ambientale.
Si provvederà ad informare la cittadinanza dell’emissione del presente provvedimento anche attraverso il sito internet di ROMA CAPITALE.
Contro la presente Ordinanza è ammesso ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio ai sensi del D. Lgs. 2 Luglio 2010 n. 104: “attuazione dell’articolo 44 della legge 18 giugno 2009, n.69, recante delega al governo per il riordino del processo amministrativo, entro il termine di 60 (sessanta) giorni dalla data di notifica; ricorso straordinario al Presidente della Repubblica ai sensi del D.P.R. 24 novembre 1971” n.1999: “Semplificazione dei procedimenti in materia di ricorsi amministrativi entro il termine di 120 (centoventi) giorni dalla nota di notifica. Il semplice inoltro del ricorso non sospende l’efficacia della presente Ordinanza.