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Disinfestazione tarli

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Tarlo del legno da disinfestare

Modalità di intervento

Per eliminare i tarli dai manufatti lignei si possono intraprendere varie soluzioni. Valutando pro e contro si potrà scegliere la modalità più idonea al proprio caso.

  1. La camera a gas è una delle tecniche più utilizzate. In realtà il "gas" altro non è che anidride carbonica. Per la disinfestazione si utilizza una bolla in materiale plastico all'interno della quale vengono inseriti gli oggetti da trattare: immettendo nella bolla l'anidride, porteremo alla morte i tarli.
    Questo metodo è ecologico ed efficace per tarli di piccole dimensioni (come il tarlo cappuccino), ma non si possono trattare travi e oggetti ingombranti dato che non penetra in profondità.
  2. Il trattamento con microonde, sia a camera che portatile, è il metodo più versatile ed altamente tecnologico per la disinfestazione di mobili e travi. Sfruttando la caratteristica delle radiazioni elettromagnetiche, provoca un innalzamento della temperatura all'interno del legno colpendo l’intero ciclo biologico dei tarli (uova comprese).
    Agendo in profondità si garantisce l’eliminazione definitiva dei tarli in modo sicuro ed ecologico. Risulta però problematico il trattamento di oggetti dove c’è presenza di materiale metallico (cerniere, fregi, ecc.)
  3. Il trattamento a pennello e/o con l’uso di una siringa è il metodo più invasivo e scarsamente efficace nello scenario della disinfestazione dei tarli. Si procede con la pennellatura di sostanze insetticide pronte all'uso sul legno da trattare. Inoltre si inietta lo stesso prodotto, tramite la siringa, nei fori di sfarfallamento. Lo scopo è di far assorbire dal legno l’insetticida che colpirà l’insetto.
    Adatto per un'infestazione allo stadio iniziale, è un metodo economico è alla portata di tutti. Il prodotto utilizzato è di libera vendita, un classico metodo "fai da te" ma altamente tossico e senza garanzia di risultato.

Da questo breve elenco si desume che l'intervento di un tecnico qualificato sia la soluzione migliore. Qualora si decida di effettuare da soli il trattamento, consigliamo di effettuare questa operazione in luoghi aperti o molto arieggiati, proteggendovi con maschera e guanti idonei.

Caratteristiche dei tarli

I Tarli sono insetti  xilofagi, ovvero mangiatori di legno.
Il Tarlo Lyctus brunneus detto anche lictide comune, è di colore marrone scuro, raggiunge una lunghezza di 5 mm.

Le femmine del tarlo depongono le uova in ambienti domestici dove trovano le condizioni ottimali per l’ovodeposizione, prediligendo le fessure del legno dove depongono fino a 80 uova.

Le uova dopo circa 8 giorni si schiudono, le larve fuoriuscendo, crescono per circa un mese, dopo di che mantengono il loro stadio di larva anche per anni, nutrendosi di cellulosa e lignina, le larve sono di colore bianco e dal corpo molle.

Quindi sono le larve del tarlo che si addentrano nel legno scavando gallerie del diametro di 2 mm. All’interno delle gallerie si trasformeranno successivamente in pupe, completando così il loro ciclo biologico raggiungendo la forma di adulto dopo 3 settimane.

Prima di raggiungere la forma adulta, la larva del tarlo comincia il suo cammino verso la superficie esterna del legno infestato, per facilitare la fuoriuscita dell’insetto.

Questo avviene in primavera ed in autunno, in questi mesi, l’adulto esce dal legno e sfarfalla all’esterno ricominciando così il suo ciclo riproduttivo. L’adulto vive circa 6 settimane.

I fori esterni, infatti, sono presenti nel momento in cui lo sviluppo dell’insetto è terminato e le gallerie scavate restano vuote, quindi l’infestazione dei tarli diventa visibile dopo che l’adulto fuoriesce dal legno lasciando terreno fertile per successive reinfestazioni.

La caratteristica della presenza dei tarli, oltre agli evidenti fori che lasciano nel legno, è la polverina che esce da essi, chiamata rosume.

Altre specie di tarli

Il Tarlo dei mobili o domestico, Anobium Punctatum, caratteristica di questo tarlo è la forma a cappuccio della testa. Al lorosfarfallamento non lasciano molte tracce ed il poco rosume è granulare.
Il tarlo Xestobium rufovillosum, chiamato anche orologio della morte a causa del suo richiamo sessuale mediante il continuo regolare colpire il legno con la testa. Misura 4 mm e si nutre di quercia, castagno, faggio. La femmina depone fino a 200 uova e da adulto solitamente non sfarfalla rimanendo all’interno del legno.
Il tarlo Hylotrupes Bajulus, comunemente chiamato capricorno delle travettature, si nutre preferibilmente di legno di conifera. La femmina depone circa 100 uova che rimangono tali dai 6 ai 48 giorni. La larva e la pupa mantengono il loro stadio per un periodo che va dai 3 agli 11 anni e una volta diventato adulto, il tarlo vive solo 3 settimane. Questo tarlo è molto pericoloso, dato che le tracce della sua presenza si rilevano solo dopo 3 anni dall’infestazione di un manufatto o una trave.
Alcuni tarli hanno dei parassiti:
 L’Acaro del Tarlo Pyemotes ventricosus, lontano parente delle zecche anch’esso ha un’apparato boccale pungente e succhiante, pungendo il tarlo l’acaro gli inietta un veleno che lo paralizza e liquefa i suoi tessuti che successivamente vengono succhiati dall’acaro per nutrirsi. Quando i tarli scarseggiano rivolge le sue attenzioni sull’uomo pungendolo, provoca sulla pelle delle piccole vesciche che sono molto puriginose.
Lo scleroderma domesticum  è un’imenottero aculato che assomiglia a una piccola formica con l’addome allungato, è di colore scuro, lungo 2-3 mm. Le femmine di scleroderma, con il loro aculeo, paralizzano le larve dei tarli depositando le loro uova su di esse, schiudendosi, le larve dello scleroderma si ciberanno delle larve del tarlo. In caso di una elevata infestazione da tarli, è facile avere la presenza di questo parassita che, inevitabilmente, finisce per pungere anche l’uomo, provocando ponfi molto dolorosi e gonfiori ed in alcuni casi provoca anche reazioni allergiche.

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